Uccide un uomo a colpi di chiavetta USB e poi va a lavoro
Data astrale 26.505,96
Taranto - Antonio Seprano, un ragazzo incensurato di venticinque anni, quasi ventisei, nel primo pomeriggio del 3 luglio, esasperato forse dai continui rumori molesti di un vicino che ogni giorno alle 15:30 inizia i suoi lavori di casa con arnesi piuttosto rumorosi, decide di farla finita e lo uccide.
In passato i due avevano già avuto violenti battibecchi, terminati quasi spesso con l'interruzione dei lavori e qualche insulto di troppo.
Ma oggi il venticinquenne incensurato non ci ha visto più: dopo l'ennesima lite per reclamare il proprio diritto a riposare è uscito di casa in pigiama e calzino corto ed ha colpito ripetutamente il malcapitato alla schiena ed al volto con la sua chiavetta USB tra lo stupore dei condomini e lo shock di alcuni minori che hanno assistito alla cruenta scena da splatter Tarantiniano.
Invani i soccorsi del 118: l'uomo è deceduto subito dopo l'arrivo in ospedale, per un'emorraggia interna procurata dai vari megabyte della pennetta. Il ragazzo poi, come se nulla fosse, è ritornato al secondo piano dell'edificio in cui abita e si è messo a dormire, svegliato solo dal suono della sveglia del suo telefonino (la sigla di "Raccontami", NdR).
Si è quindi vestito ed è uscito di casa recandosi sul posto di lavoro. Bloccato dalla squadra mobile dei Carabinieri alla guida della propria auto e condotto in caserma, ha confessato: "Se potessi lo rifarei, mi dispiace solo di non aver avuto una penna USB più capiente".
In passato i due avevano già avuto violenti battibecchi, terminati quasi spesso con l'interruzione dei lavori e qualche insulto di troppo.
Ma oggi il venticinquenne incensurato non ci ha visto più: dopo l'ennesima lite per reclamare il proprio diritto a riposare è uscito di casa in pigiama e calzino corto ed ha colpito ripetutamente il malcapitato alla schiena ed al volto con la sua chiavetta USB tra lo stupore dei condomini e lo shock di alcuni minori che hanno assistito alla cruenta scena da splatter Tarantiniano.
Invani i soccorsi del 118: l'uomo è deceduto subito dopo l'arrivo in ospedale, per un'emorraggia interna procurata dai vari megabyte della pennetta. Il ragazzo poi, come se nulla fosse, è ritornato al secondo piano dell'edificio in cui abita e si è messo a dormire, svegliato solo dal suono della sveglia del suo telefonino (la sigla di "Raccontami", NdR).
Si è quindi vestito ed è uscito di casa recandosi sul posto di lavoro. Bloccato dalla squadra mobile dei Carabinieri alla guida della propria auto e condotto in caserma, ha confessato: "Se potessi lo rifarei, mi dispiace solo di non aver avuto una penna USB più capiente".
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