Riflettere a volte fa male

Ogni persona riflette a modo suo. Perchè ognuno di noi è diverso, ha avuto esperienze diverse, ha tempi diversi...
Insomma ognuno fa come può o come gli pare.
Conosco una persona che quando si ferma a riflettere poi non la fermi più, ricordi, allegrie del passato, tristezze, malinconie...
Invece un'altra persona che conosco quando riflette lo fa per un paio di secondi se son cose serie; se invece son cazzate ci passerebbe le serate a parlarne.
Io quando mi fermo a riflettere poi mi si addormentano i piedi.
Tag utilizzati: pensieri e parole, ricordi

Non ci riesco proprio

Questo freddo, le piogge (che mi colgono quando parcheggio troppo lontano, NdR), il buio, le feste...
Niente.
Proprio non riesco ad abituarmi all'inverno. Menomale che lavoro, e non penso. Non penso all'estate, al sole, al caldo, all'asciugamani in spiaggia, alle partite di burraco, alla pallavolo in acqua, al materassino in due, al panino delle sette, alla cena, alla radio accesa all'aperto, alle passeggiate di pomeriggio, al sole bollente sulla pelle immobile e sdraiata, a tutto il vociare attorno a me sdraiato e con gli occhi chiusi.
L'inverno non mi piacerà mai, non starò mai bene da ottobre a maggio.

Bah, chissà come sarà la prossima estate.
Spero di non rimpiangere l'inverno.

Incontro inaspettato

Ieri sera tornavo a casa, ma la mia auto non ce la faceva.
Qui diluviava troppo, non so se avete notato.
Allora mi son detto: "Quasi quasi mi fermo qui, lascio l'auto e chiedo aiuto a qualcuno, mi faccio portare fino a casa". E così faccio. Mi fermo, parcheggio, scendo e chiedo aiuto ad un uomo in barca che passava da quelle parti, intorno a Corso Italia circa.
Mi fa salire a bordo, c'erano un po' di anime perse come me, chi urlava, chi piangeva, chi si tirava i capelli, chi si abbracciava all'amante, chi teneva le mani in tasca per non perdere l'oro, i soldi e quant'altro avesse con sè.
E questo mi fa notare che, su quella barca, me compreso, eravamo tutti praticamente dei peccatori.
E che forse, alla guida di quella barca, poteva esserci solo lui. Penso di sapere già il nome, lo lessi tempo addietro, a scuola mi pare. Tra una pallina lanciata nei capelli di Giusy e Cecilia ed una battuta e uno scherzo con Damiano, mi pareva di aver letto la Divina Commedia.
Caronte.
Vuoi vedere che questo qui che guida la barca in Corso Italia con questo tempaccio è Caronte?
Che sia giunta l'ora di pagare per le mie zozzerie, i miei peccati, le tentazioni alle quali ho ceduto in vita?
Ma in fin dei conti son stato buono, pensavo, a parte le tentazioni zozze alle quali ho ceduto spesse volte, a parte tutte le cose materiali alle quali ho pensato, a parte certi intrallazzi, pensavo tra me, in fin dei conti sono stato vivo anche per quello, non posso essere punito. E allora? Berlusconi che fine dovrebbe fare? Vabè, ho subito pensato, probabilmente lui è a capo di tutti, all'inferno.
Intanto ero arrivato piano piano fino al timone, dove c'era questo tipo che guidava la barca:

"Senta mi scusi..."
"Si?"
"Ma lei, per caso, si chiama..."
"Si. Sono io, Mimmo, piacere."

Menomale, ero salvo :)

Ma allora, la domanda diventa un'altra: cazzo ci faceva una barca in Corso Italia?

Ora, vorrei dire a Valentina una cosa: o la smetti di scrivere cose sul tuo blog che poi mi fanno fare gli incubi la notte, oppure ti mando un virus dentro un mp3 di Biagio Antonacci con la scusa che è un inedito che non hai mai sentito.

Il fotografo della domenica quando riscopre le foto qualche mese dopo averle scattate

Siccome domenica non ho fatto praticamente nessuno scatto interessante allora posto questa che non avevo nemmeno guardato durante le vecchie selezioni, e che non ho mai nemmeno pubblicato nella galleria.

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Biagio Antonacci a Taranto, 16/03/2008

Remember that days, cioè di quando ero piccolo e facevo certe cose che ora, a pensarci bene, non è mica cambiato molto

Quando ero più piccolo (nel senso che ancora non sono grande) (cioè, lo sarei pure, più grande, ma è che voglio considerarmi ancora in tempo) (che i trenta mi fanno un po' ansia), dicevo, quando ero più piccolo, non riuscivo ad aspettare.
Se per esempio era la notte di Natale, e sapevo che a mezzanotte qualcuno mi avrebbe portato i regali, non riuscivo a darmi pace. Allora, siccome sapevo che mi era praticamente impossibile restare sveglio, per due semplici motivi: primo perchè non ce l'avrei fatta; secondo perchè guardare Babbo Natale era vietato (non so da chi ma era vietato); terzo perchè i miei genitori, pur di farmi dormire, ad un certo punto spegnevano la TV così poi mi sarei addormentato (e la luce blu della lampada ammazza-zanzare li aiutava), vabè i motivi son diventati tre, allora dicevo, siccome mi era praticamente impossibile restare sveglio ad aspettare l'ora dei regali, e siccome aspettare sarebbe stato oltretutto faticoso psicologicamente, escogitai un piano (e mio fratello era d'accordo): dormire. Se dormiamo, domani arriva prima.
Perchè quando dormi non ti accorgi che il tempo passa. E quindi chiudi gli occhi, li riapri, ed è domani.
Questo era per Natale, ma diciamo che era una tecnica così potente che veniva usata solo in rare occasioni, quando dovevo aspettare qualcosa.
Più difficile era quando aspettavo una cosa a lungo termine: tra venti giorni lasciamo casa ed andiamo in villeggiatura. A mare, pensa. Un mese intero a mare. Ma dovevano passare venti giorni, non potevo aspettare tanto tempo, e non potevo dormire per venti giorni di fila (mia madre e mio padre erano il genere di persone che non avrebbero apprezzato). Allora c'erano altri diversivi: uscivo a giocare a pallone (si, io) (ma giocavo male, se può consolare) (e non facevo male a nessuno, allora), giocavo col Master System, insomma facevo qualcosa di bello per far trascorrere il tempo. Nota: il tempo trascorre più veloce del solito se ti diverti, rallenta se aspetti.
Ora le cose non sono cambiate mica tanto, rispetto ad allora.
Se devo aspettare non riesco a farlo. Se mi deve arrivare un pacco non so aspettare, specialmente se so più o meno quando arriverà. Ed occupo il tempo facendo cose, andando in giro, e qualche volta lavorando.
Se devo aspettare domani, vado a letto presto così domani arriva subito. Le invenzioni, una volta che le fai, non le molli più.
Ecco, io devo ritirare degli ingrandimenti da un fotografo, foto mie, s'intende.
Sono a lavoro, le foto le dovrei passare a prenderle oggi.

Dormo.