Ieri sera tornavo a casa, ma la mia auto non ce la faceva.
Qui diluviava troppo, non so se avete notato.
Allora mi son detto: "
Quasi quasi mi fermo qui, lascio l'auto e chiedo aiuto a qualcuno, mi faccio portare fino a casa". E così faccio. Mi fermo, parcheggio, scendo e chiedo aiuto ad un uomo in barca che passava da quelle parti, intorno a Corso Italia circa.
Mi fa salire a bordo, c'erano un po' di anime perse come me, chi urlava, chi piangeva, chi si tirava i capelli, chi si abbracciava all'amante, chi teneva le mani in tasca per non perdere l'oro, i soldi e quant'altro avesse con sè.
E questo mi fa notare che, su quella barca, me compreso, eravamo tutti praticamente dei peccatori.
E che forse, alla guida di quella barca, poteva esserci solo lui. Penso di sapere già il nome, lo lessi tempo addietro, a scuola mi pare. Tra una pallina lanciata nei capelli di Giusy e Cecilia ed una battuta e uno scherzo con Damiano, mi pareva di aver letto la Divina Commedia.
Caronte.
Vuoi vedere che questo qui che guida la barca in Corso Italia con questo tempaccio è Caronte?
Che sia giunta l'ora di pagare per le mie zozzerie, i miei peccati, le tentazioni alle quali ho ceduto in vita?
Ma in fin dei conti son stato buono, pensavo, a parte le tentazioni zozze alle quali ho ceduto spesse volte, a parte tutte le cose materiali alle quali ho pensato, a parte certi intrallazzi, pensavo tra me, in fin dei conti sono stato vivo anche per quello, non posso essere punito. E allora? Berlusconi che fine dovrebbe fare? Vabè, ho subito pensato, probabilmente lui è a capo di tutti, all'inferno.
Intanto ero arrivato piano piano fino al timone, dove c'era questo tipo che guidava la barca:
"
Senta mi scusi..."
"
Si?"
"
Ma lei, per caso, si chiama..."
"
Si. Sono io, Mimmo, piacere."
Menomale, ero salvo :)
Ma allora, la domanda diventa un'altra: cazzo ci faceva una barca in Corso Italia?
Ora, vorrei dire a Valentina una cosa: o la smetti di scrivere cose
sul tuo blog che poi mi fanno fare gli incubi la notte, oppure ti mando un virus dentro un mp3 di Biagio Antonacci con la scusa che è un inedito che non hai mai sentito.