Timidezza per favore vai via

Io sono stato sempre timido, da che abbia ricordo della vita.
Ricordo che ero timido con mia madre, che, checchè si possa esser timidi, alla fine la mamma è sempre la mamma. Eppure niente, ero timido quando dovevo fare il bagno e c'era lei a portarmi l'asciugamani pulito o qualcosa da metter per terra quando uscivo dalla vasca. Ovviamente non parlo di quando avevo 18 anni ma un po' prima, intorno ai 6-7.
Ero timido a mare.
Anche se ci andavo tutti i giorni, ma quando arrivavo al mare e mi dovevo spogliare, e magari attorno al mio asciugamani c'erano le stesse persone del giorno prima con le quali avevo giocato a pallavolo in acqua, ci mettevo un po' prima di spogliarmi. Che poi non è che mi spogliassi, avevo il costume. Però per me era come spogliarmi.
Anche adesso sono timido. Non sopporto farmi vedere in mutande.
L'altro giorno Stè era andata a lavoro, ed io sono andato a fare la doccia.
Poi però quando mi sono tolto il pigiama mi sono ricordato che era meglio se prendevo il telefonino, che non si sa mai e qualcuno ha urgenza di chiamarmi (tipo i famigliari) (ossia casa dei miei) e sono andato in mutande in camera da letto, ma poi mi sono ricordato che il telefonino l'avevo lasciato in cucina quando ho fatto colazione.
Allora sono andato a prenderlo, e all'ingresso, vicino alla porta della cucina, c'era il gatto che mi guardava.
Ed io avrei tanto voluto che girasse la testa dall'altra parte.

Dialoghi a New York

Io: Excuse me...
Lei: Yes?
Io: One question, please...
Lei: Tell me...
Io: Can you shoot a picture to us with Brooklyn Bridge at back, please?
Lei: Oh yes!!! One moment, please... Marcoooooooooooo vieni a fà 'na foto a questi due ragazzi???

Quelli che...

...sono in grado di andare al pronto soccorso a mettersi quattro punti sulla fronte come se niente fosse (piagnucolando con la dottoressa perchè lo risparmi), di lasciare l'ospedale e tornare in macchina per andare a fare quello che s'era deciso come se niente fosse.

Darkbyte punti botta in testa seprano antonio taranto

Ah!!! Chi sa, taccia! A buon intenditor...

Bene

Una pioggia di complimenti personali, ognio tanto, fa bene.
Molto.

I ladri in casa

Questa notte stavo nel letto bello tranquillo e dormiente, e musica-ascoltante, quando di colpo sento qualcosa. Mah, mi son detto, sarà un'impressione, o quelli del piano di sopra che quando camminano sembra che ce li ho in casa, pensavo, maledetti.
Ed invece dopo un po' un altro rumore.
E io pensavo sempre mah, saran quelli di sopra che a quest'ora della notte camminano come se fossero le nove di mattina, prima o poi li contatto su facebook e glie ne dico quattro.
Ma questi erano i rumori che continuavano a farsi sentire, e non erano da sopra, erano dal corridoio fuori alla porta della mia camera.
E cazzo, questi non sono loro, pensavo, altro che facebook, qua bisogna controllare.
Allora mi sono alzato, mi sono avvicinato alla porta della mia camera per capire se fossero i miei che andavano in bagno e tornavano a letto, se era mia sorella che vagava sola soletta per la casa, insomma per rassicurarmi. Ma quei rumori erano strani. Come se fossero più persone insieme. E proprio nei pressi dell'albero di natale, praticamente attaccati alla mia porta. E poi il groppo in gola: dai vetri ho notato delle ombre.
Opporcapaletta!
Torno indietro senza fare rumori, tanto ero anche scalzo, il che aiutava parecchio.
Prendo la mazza da baseball, un attimo di esitazione: faccio io qualcosa? Oppure chiamo i Carabinieri? O la Polizia? Ma poi quelli lì mi sentono, pensavo, non posso bisbigliare al telefono, mi tocca agire da solo.
Eh ma tra il dire e il fare...
E se sono armati?
E se poi è vero che gli zingari entrano in casa coi coltelli e non ci pensano due volte a ferirti e scappare?
Intanto i rumori erano ancora lì, e si sentiva pure qualche bisbiglio.
E a quanto pare non erano stranieri.
Ed io ero solo, e al buio. E non sapevo che fare.
Le piccole cose che diventano dilemmi di vitale importanza: non posso aprire la porta da qui, da destra. La maniglia è a sinistra, io sono a destra. Per uscire dalla porta velocemente devo essere a sinistra.
Ma se passo davanti al vetro mi notano.
Allora torno indietro, il cuore in gola, passo passo senza far rumore faccio il giro della stanza per non passare proprio davanti al vetro della porta, arrivo alla finestra e rallento ancora di più per non dare l'impressione del movimento. Maledetto a me e quando decido di lasciare la finestra aperta la sera, e maledetto chi ha messo quella luce proprio davanti al balcone nostro, pensavo.
E finalmente arrivo all'armadio, poi alla cassettiera, poi alla maniglia.
Ora il dubbio: apro la porta di colpo, grido io, gridano loro, gridano i miei, piange la bambina, si sveglia un palazzo?
Oppure la apro piano sperando di colpirli nel buio?
Ma se si sono accorti di me magari c'è qualcuno che mi aspetta e mi coglie di sorpresa.
Meglio aprire la porta e gridare, tanto la mazza da sola dovrebbe bastare a spaventarli.

Daniela, Anna, Valentina, Rosa, Roberta ed Adele che litigavano per chi doveva lasciarmi la calza.
Tag utilizzati: eventi, incontri ravvicinati

Dio perdonami

Ho detto che sei Canoniano.
Non so se è stato per quello, non so se sei Nikonista, o Sonysta, o Fujista, insomma non so che marca usi per fare foto, non so se è per qualcosa che ho fatto o che avrei dovuto fare e che ho dimenticato, non so.
Qualunque sia il motivo, però, ti prego: non farmi venire il mal di denti per capodanno!
Te lo chiedo in ginocchio!!!
Devo convertirmi all'analogico, buttare via le reflex digitali con tutte le schede di memoria e gli obiettivi?
Devo smetterla di bere?
Devo impegnarmi di più a lavoro?
Devo smettere di correre dietro alle signore impegnate?
Dimmi tu, che devo fare?

Eh no, un attimo, tutte le cose insieme no.
Parliamone.

Incontro inaspettato

Ieri sera tornavo a casa, ma la mia auto non ce la faceva.
Qui diluviava troppo, non so se avete notato.
Allora mi son detto: "Quasi quasi mi fermo qui, lascio l'auto e chiedo aiuto a qualcuno, mi faccio portare fino a casa". E così faccio. Mi fermo, parcheggio, scendo e chiedo aiuto ad un uomo in barca che passava da quelle parti, intorno a Corso Italia circa.
Mi fa salire a bordo, c'erano un po' di anime perse come me, chi urlava, chi piangeva, chi si tirava i capelli, chi si abbracciava all'amante, chi teneva le mani in tasca per non perdere l'oro, i soldi e quant'altro avesse con sè.
E questo mi fa notare che, su quella barca, me compreso, eravamo tutti praticamente dei peccatori.
E che forse, alla guida di quella barca, poteva esserci solo lui. Penso di sapere già il nome, lo lessi tempo addietro, a scuola mi pare. Tra una pallina lanciata nei capelli di Giusy e Cecilia ed una battuta e uno scherzo con Damiano, mi pareva di aver letto la Divina Commedia.
Caronte.
Vuoi vedere che questo qui che guida la barca in Corso Italia con questo tempaccio è Caronte?
Che sia giunta l'ora di pagare per le mie zozzerie, i miei peccati, le tentazioni alle quali ho ceduto in vita?
Ma in fin dei conti son stato buono, pensavo, a parte le tentazioni zozze alle quali ho ceduto spesse volte, a parte tutte le cose materiali alle quali ho pensato, a parte certi intrallazzi, pensavo tra me, in fin dei conti sono stato vivo anche per quello, non posso essere punito. E allora? Berlusconi che fine dovrebbe fare? Vabè, ho subito pensato, probabilmente lui è a capo di tutti, all'inferno.
Intanto ero arrivato piano piano fino al timone, dove c'era questo tipo che guidava la barca:

"Senta mi scusi..."
"Si?"
"Ma lei, per caso, si chiama..."
"Si. Sono io, Mimmo, piacere."

Menomale, ero salvo :)

Ma allora, la domanda diventa un'altra: cazzo ci faceva una barca in Corso Italia?

Ora, vorrei dire a Valentina una cosa: o la smetti di scrivere cose sul tuo blog che poi mi fanno fare gli incubi la notte, oppure ti mando un virus dentro un mp3 di Biagio Antonacci con la scusa che è un inedito che non hai mai sentito.

Vasco Rossi

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e da qui... qui non arrivano gli angeli...


Questa pagina contiene citazioni da o sulla serata di ieri:
  • Nicola: Se puoi non scegliere, non scegliere;
  • Io: Io faccio lo scattatore;
  • Salvo: Anche oggi, come ieri, tromberò domani;
Per i ragazzi della Rocca: per vedere le vostre foto clickate qui

Chiedo scusa, veramente, non scherzo, dico sul serio

Chiedo scusa se non sono riuscito a darvi quello che volevate, quello che avete cercato, quello che speravate di avere.
Chiedo scusa.
Forse ancora non mi conoscete bene, non sapete veramente quello che ho dentro, come la penso, come so essere generoso, forse non sapete che posso dare anche il sangue se veramente ce n'è bisogno.
Ma qualcosa è andato storto, forse per colpa mia, forse perchè non avete chiesto bene o non avete chiesto affatto, oppure perchè avete voluto fare da voi senza interpellarmi, senza chiedermi cosa potessi fare per aiutarvi.
Mi dispiace di cuore, davvero, chiedo scusa a tutti.

La prossima volta che vi viene in mente di aprire la mia auto di nascosto ditemelo, così almeno vi lascio dentro qualcosa da portar via, a parte i CD di Biagio Antonacci e Giggggi D'Alessio.



Cordialmente,
il proprietario della Corsa Bianca

Ho visto cose che voi umani...

Alle Poste c'era uno prima di me, grosso, vestito tamarro: una bella canotta arancione, capelli corti ingelatinati da poter andare a cantare su BluStar, pantaloncino di jeans, sandali.
Era prima di me, purtroppo.
E non vi dico lo spettacolo quando era girato di spalle, piegato in avanti, con i gomiti sul marmo della sportellista...
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La foto non è mia, per fortuna

Incontri ravvicinati del 2° tipo

E' ufficialmente entrata l'estate.
Perchè l'estate, per me, non inizia il 21 giugno, come per tutti. No. Per me l'estate inizia stasera che ho avuto il segnale.
Chiaro, limpido, inconfondibile.
Me ne accorgo, che è arrivata ufficialmente l'estate, da delle piccole cose.
Vabè, piccole, non esageriamo. Diciamo piuttosto nane. E marroni. Con le zampette e le antenne lunghe.
Cosine che scorrazzano strafottenti per strada, su qualsiasi marciapiede io vada.
Loro, le cosine piccoline con le zampette e le antenne, son sempre a disposizione per incontri ravvicinati del 2° tipo.
Quando meno me l'aspetto le vedo per strada che fanno a gara a chi attraversa per prima, poi si fermano, poi riprendono a correre, poi si fermano ancora.
Allora inizio a sudare freddo, perchè non voglio crederci, voglio pensare a quattro foglioline secche mosse dal filo d'aria che m'ha gelato la schiena in quel momento.
Invece no, poi vedo bene, son proprio loro. Poi mi accorgo che anche sul marciapiedi davanti a me, a 4 o 5 metri, ci sono altri esserini marroni con le zampette e le antennine, e anche ad un metro da me ce ne sono un altro paio, e - anche se non vorrei, perchè conosco già la risposta e la temo proprio per questo motivo - se abbasso lo sguardo al massimo, verso i miei piedi, noto con piacere che anche accanto al mio piede ce ne sono un paio che giocherellano.
Non mi resta altra soluzione: correre!!!


E bestemmiare, ovviamente.

Un Darkbyte "Chiedigli se erano i beetles"
Tag utilizzati: incontri ravvicinati, scarafaggi