Non è più una questione locale

La situazione della mia (della nostra) città è una questione di stato.
Siamo la città che produce il 90% di tutta la diossina nazionale! Immaginiamo un po' cosa abbiamo qui a Taranto se produciamo veleno per il resto d'Italia; il rione Tamburi è costantemente ricoperto di polveri minerali: le aiuole, le case, le persone, i polmoni, le mutande stese ad asciugare. Tutto ricoperto di polveri rosse.
Attorno all'ILVA vengono portate le pecore a pascolare, sulla strada per Statte, dove stanno i resti dell'acquedotto romano. E la procura accusa gli allevatori di disastro colposo, che una colpa ce l'avranno anche, ma se vogliamo parlare di disastro allora la colpa di chi è? Chi è che fa arrivare la diossina fino in Campania, che le mozzarelle di lì quasi quasi camminano da sole?
E perchè i giornali continuano a buttare acqua sul fuoco dicendo che non dobbiamo creare allarmismi? Il livello dei veleni nell'aria, nell'acqua, nelle piante, nel cibo e sulle mutande ha superato di TRE VOLTE la soglia consentita, e la colpa di chi è?
Non sto mangiando più mozzarelle, non sto bevendo più il latte di Taranto, sto andando avanti a sottilette nella speranza che non ci siano sorprese anche lì, ma l'aria che mi tocca respirare è questa, non posso andare fuori dalla città per prenderla. E non è più nemmeno questione di Taranto/Tamburi, siamo stati classificati tra le 15 città ad alto impatto ambientale d'Italia, negli anni '80, e da allora le emissioni di merda nell'aria sono cresciute, le malattie aumentate, i tumori continuano ad aumentare.




Ricordatevi di manifestare sabato 29 marzo, alle 9:30 davanti all'arsenale militare. Io ci sarò.
Tag utilizzati: