Dalla non è un consiglio ma un cantante

Forse non tutti sanno che Lucio Dalla, quando presentò la canzone 4 marzo 1943 (che è, guarda caso, anche la sua data di nascita), dovette apportare diverse modifiche al testo perché ritenuto volgare, soprattutto in ragione della partecipazione al Festival di Sanremo.
A partire dal titolo, che doveva essere Gesù bambino, fino al pezzo finale che oggi è:

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo
Gesù Bambino.


In realtà il pezzo sarebbe stato:

E ancora adesso che bestemmio
e bevo vino
per ladri e puttane mi chiamo
Gesù Bambino.

Tag utilizzati: forse non tutti sanno che

Odio le giacche (e le cravatte)

Credo che a tutti capiti di ritrovarsi cresciuti e pasciuti a provare odio nei confronti di qualcosa.
Ad esempio nei confronti dei pantaloni vellutati, perché da piccoli papà o mammà ci obbligavano ad indossarli.
Oppure le mele. Conoscevo una signora che le odiava e non glie ne ho vista mai mangiare una: MAI. Perché da piccola a scuola mangiava solo quelle, talmente era povera.
Sono casi in cui odiamo qualcosa per esperienza diretta.
A volte invece il motivo di tanto odio deriva da motivi non necessariamente remoti nel tempo e non necessariamente personali.
Ad esempio può capitare che si odi qualcosa (una canzone/un film/un negozio/ecc.) perché era una cosa che aveva a che fare con una persona con cui abbiamo avuto una relazione, allora delle due l'una: odiamo quella cosa solo perché ci ricorda quella persona e questo ci fa male perché non è andata come avremmo voluto,  oppure odiamo quella cosa semplicemente perché odiamo il periodo (magari non bellissimo) che abbiamo trascorso. Odio riflesso.
In fine può succedere che odiamo qualcosa perché contraria ad i propri princìpi: per esempio un partito politico con idee diametralmente opposte alle proprie, oppure detestare i genitori che ci vorrebbero dottori invece che artisti, o magari un animalista odia chi usa le pellicce (per ovvi motivi). E qui si può spaziare dai princìpi morali fino all'intolleranza.
Grosso modo i motivi principali possono essere questi.
Io per esempio, quando dico che odio le giacche (e le cravatte), ricado nel terzo caso, forse.
Nel senso che non sopporto chi si veste in giacca e cravatta perché difficilmente (non dico che non sia mai successo) ho incontrato qualcuno che abbia un carattere che vada a braccetto con l'eleganza della giacca (e cravatta). Il più delle volte le persone che le indossavano erano vanitose, uniformate e stupide.
Quindi il pensiero di vestire in giacca e cravatta è fastidioso come se dovessi vestirmi da bimbominkia.

Uguale.
Tag utilizzati: pensieri e parole, odio et amo