Timidezza per favore vai via

Io sono stato sempre timido, da che abbia ricordo della vita.
Ricordo che ero timido con mia madre, che, checchè si possa esser timidi, alla fine la mamma è sempre la mamma. Eppure niente, ero timido quando dovevo fare il bagno e c'era lei a portarmi l'asciugamani pulito o qualcosa da metter per terra quando uscivo dalla vasca. Ovviamente non parlo di quando avevo 18 anni ma un po' prima, intorno ai 6-7.
Ero timido a mare.
Anche se ci andavo tutti i giorni, ma quando arrivavo al mare e mi dovevo spogliare, e magari attorno al mio asciugamani c'erano le stesse persone del giorno prima con le quali avevo giocato a pallavolo in acqua, ci mettevo un po' prima di spogliarmi. Che poi non è che mi spogliassi, avevo il costume. Però per me era come spogliarmi.
Anche adesso sono timido. Non sopporto farmi vedere in mutande.
L'altro giorno Stè era andata a lavoro, ed io sono andato a fare la doccia.
Poi però quando mi sono tolto il pigiama mi sono ricordato che era meglio se prendevo il telefonino, che non si sa mai e qualcuno ha urgenza di chiamarmi (tipo i famigliari) (ossia casa dei miei) e sono andato in mutande in camera da letto, ma poi mi sono ricordato che il telefonino l'avevo lasciato in cucina quando ho fatto colazione.
Allora sono andato a prenderlo, e all'ingresso, vicino alla porta della cucina, c'era il gatto che mi guardava.
Ed io avrei tanto voluto che girasse la testa dall'altra parte.

Associazioni mentali

Dicono che sia scientificamente provato che il cervello lavori per associazioni. Cioè che i ricordi riaffiorino quando il cervello ne ha bisogno. Infatti capita spesso di dover eseguire un'operazione e magicamente riaffiori il ricordo di qualcosa di simile già fatto tempo addietro, da qui poi ci sarebbe da trattare tutto il filone dell'esperienza. Cioè che nello studio dell'intelligenza artificiale si cerca di avvicinare i macchinari ed i software al modus operandi della mente umana: se non sappiamo fare qualcosa è perchè non l'abbiamo mai fatta. Sembra un'affermazione banale ma mica poi tanto. Questo vuol dire che se iniziamo a fare una cosa che non abbiamo mai fatto, diventiamo sempre più esperti: gli errori diminuiscono, la precisione aumenta. Perchè l'esercizio non fa altro che ripescare dalla memoria il ricordo di cui si ha bisogno. Allora se l'ultima volta sono stato bravo al 12% ora quella è la mia partenza e quindi farò qualcosa di più preciso, quindi salirò al 13%, e così via.
Questo per dire.
Il cervello lavora per associazioni.
Ad esempio il déjà-vu è un fenomeno che potrebbe spiegare molto sui processi mentali, perchè è la palese dimostrazione che il cevello, vedendo una scena, ripesca da qualche parte un avvenimento molto simile a quello che si sta vivendo in quel preciso istante, creando quell'impressione di aver già vissuto quel preciso momento. Solo che forse non si è riusciti a ripescare l'esperienza precisa, così resta solo l'impressione.
Oppure, e qui viene il bello, la mente riesce addirittura a riconoscere le persone che conosciamo dall'aspetto, dalla voce, dal modo di camminare. Non serve conoscere i dettagli del viso al millimetro per capire se chi abbiamo di fronte sia nostro fratello o un suo simile, basta guardarlo. Per non parlare del fatto di riuscire a trovare la somiglianza fra due persone.
Tutta roba da associazioni mentali.
Io ad esempio quando il mio gatto si pulisce ripenso a Gabriele D'Annunzio.
Tag utilizzati: pensieri e parole

Piccole foto crescono

Niente, era per dire che hanno usato una mia foto (pagandomi) (poco ma pagandomi) per la copertina di un libro.
Dovesse capitare di vedere 'sto libro in giro, pensatemi :)

C'ho le gambe giovani

E niente, praticamente ieri sera hanno scambiato le mie gambe e quelle di Stefania per quelle di due ragazzini. Vuol dire che c'ho (anzi c'abbiamo) le gambe giovani... XD