Ecco il vincitore del concorso di scrittura che avevo organizzato.
Quando mi vedrò con lui gli darò il premio di 5€ (
o gli offro un mojito) (
visto che gli piace tanto) (
a me non piace, sinceramente).
In un giorno già buio, per via della luna che aveva furia di farsi vedere, lui e lei s’incontrano per caso. Parlano della vita, parlano di se stessi, parlano di vuoti da riempire…ognuno i suoi, eppure si scambiano qualcosa… a parte il numero di telefono. Lui ha un sacco di inizi, è un perenne incompleto, in tutto. Ha però una buona corazza. Lui è solo, ma ha se stesso. E ci può contare. Lei ha tante passioni strane, è diversa da tutte le altre, vive in un mondo fatto di sorrisi dati e di carezze regalate… di felicità corrisposta. Eppure è sola, non ha un lui che le riempie la testa di pensieri, di gioie, di rotture e colazioni a letto. Lei ha Dakota. Dakota ha lei. Probabilmente un mix di emozioni, paure, voglia di vivere e di desiderare, di spensieratezza e di serietà, di semplicità e complicazioni…travestito da cane. Tricolore, di pura razza meticcia, tanto per dire che un’altra uguale, pur volendo, non potrà mai esserci. Così come il respiro dopo una corsa perdifiato i giorni s’alternano…e quel duo diventa un trio…Lui viene accettato da entrambe. Capire d’essere parte di qualcosa di unico è forse tanto bello quanto pericoloso, e così entrambi vedevano Dakota con occhi diversi. Non era chiaro come, ma quella cagnolina era la pace della loro anima, rappresentava tutto ciò che l’essenza di entrambi voleva essere, per sempre. Dakota è morta. Ora è cenere perché Lei ha deciso di cremarla…per darla al vento. È stato tutto troppo veloce tanto da lasciare un involucro ingombrante. Quello dell’assenza di tre cuori. In un giorno già buio perché la luna aveva furia di vedere se davvero mancava qualcuno…qualcuno manca. Restano lui e lei, senza nemmeno un “perché” da prendere a pugni fino a scorticarsi le nocche. Capiscono che la morte è solo un altro modo di capire. Respirano forte… a volte si bagnano le guance o forse è solo un caso. Ma hanno capito. 2 anni sono troppo pochi per dire di aver “vissuto abbastanza”…ma loro hanno capito, con uno nodo in gola, che per loro è stato un dono, da parte di Dakota. Ci saranno ancora emozioni, ci sarà sempre voglia di vivere, di desiderare, di impaurirsi e di superare gli ostacoli. Ci sarà sempre Dakota dentro di Lui e dentro di Lei, è necessario proteggere il suo ricordo perché un giorno, è scritto, la ritroveranno. Nel vento.
Damiano Monticelli