Il cervello in loop
Data astrale 26.163,52
Quando hai troppe cose a cui pensare... Progetti da mandare avanti, bug da risolvere, decisioni da prendere, situazioni da chiarire, e poi da capo progetti da mandare avanti, bug da risolvere, decisioni da prendere, situazioni da chiarire...
Tutta una serie di cose che penso: "Vabè questa la metto da parte, poi ci penso più tardi...", e così passo alla successiva (che avevo messo da parte prima della precedente), e dinuovo "Vabè, ci penso quando arrivo in ufficio...", e via con la successiva. Tra idee personali, questioni di lavoro e compagnia bella.
Poi però mi accorgo che non sto prestando attenzione a quello che sto facendo, perchè il cervello è impegnato al 99% su quel circolo vizioso di idee-rimandi-idee-rimandi. E mi fermo appena in tempo dal combinare un guaio: spruzzare la lacca sotto le ascelle!!! Mi sarebbero venuti i peli di un super sayan... o come i rami d'inverno. Avrei camminato con le braccia come un cavatappi metà aperto! E se poi avessi messo il talco in testa sarebbe stato il colmo. Arrivare in ufficio ridotto in quello stato e con lo sguardo assente di chi sta con la testa altrove.
Come quella volta che stavo uscendo di casa tutto ingiuppinato e le ciabatte al posto delle scarpe.
Devo imparare a concentrarmi su quello che faccio, o presto finirò in guai seri!!!
Tutta una serie di cose che penso: "Vabè questa la metto da parte, poi ci penso più tardi...", e così passo alla successiva (che avevo messo da parte prima della precedente), e dinuovo "Vabè, ci penso quando arrivo in ufficio...", e via con la successiva. Tra idee personali, questioni di lavoro e compagnia bella.
Poi però mi accorgo che non sto prestando attenzione a quello che sto facendo, perchè il cervello è impegnato al 99% su quel circolo vizioso di idee-rimandi-idee-rimandi. E mi fermo appena in tempo dal combinare un guaio: spruzzare la lacca sotto le ascelle!!! Mi sarebbero venuti i peli di un super sayan... o come i rami d'inverno. Avrei camminato con le braccia come un cavatappi metà aperto! E se poi avessi messo il talco in testa sarebbe stato il colmo. Arrivare in ufficio ridotto in quello stato e con lo sguardo assente di chi sta con la testa altrove.
Come quella volta che stavo uscendo di casa tutto ingiuppinato e le ciabatte al posto delle scarpe.
Devo imparare a concentrarmi su quello che faccio, o presto finirò in guai seri!!!