Dei problemi di tutti i giorni per i quali non riusciamo a trovare soluzioni pratiche

Ecco, buongiorno a tutti cari lettori.
Oggi inauguro una rubrica tutta nuova su questo blog che, spero, apprezzerete tantissimo!
La rubrica l'ho inventata a tavolino, anzi a scrivania, in ufficio, quando ho cercato su gooooooogle la soluzione ad un problema e gooooooooogle non ha saputo rispondermi, facendo segno di no con le tante ooooo.
Allora, cari lettori, ecco a voi il problema di oggi: l'auto rovente.
A quanti di noi capita, quando arriva l'estate, di parcheggiare la nostra automobilina in un posto la mattina alle nove quando per strada non c'è ancora il sole africano per poi ritrovarla stile microonde alle due del pomeriggio?
Un po' a tutti credo.
E' un problema serio che non va sottovalutato.
A parte la temperatura esterna, che ci si potrebbero fare degli hamburger sul tettuccio, ma poco male perchè non dobbiamo sederci lì sopra per fortuna, quanto quella interna. Entriamo in auto e sentiamo un dolce tepore dietro la schiena, si, ma presto ci accorgiamo che la temperatura intorno si fa sempre più alta, che ci fa male la testa, la faccia scotta, apriamo i finestrini ma niente... Il volante poi è incandescente e brilla di luce propria.

Aprire i finestrini, come accennato poc'anzi, non serve a nulla.

L'aria condizionata sarebbe una buona pratica, ma tu sfortunatamente non ce l'hai.
E quindi siamo punto e a capo.

Mettere uno di quei cartoni colorati sul vetro davanti risolverebbe solo il problema del volante, ma ti fa schifo l'idea di mettere un coso così scargiante lì in bella vista, non è da te.

Parcheggiarla sotto un'albero? Così la trovi piena di regalini da parte degli abitanti del posto, che gentilmente ti ringraziano per avergli fatto visita...

Questi sono problemi di fondamentale importanza che rischiano di decimare le vite di intere città come la nostra, e mi piacerebbe tanto che i governi (attuali e futuri) guardassero con occhio particolare alla questione, prima che ci scappi il morto.
Io ho aperto il dibattito. Aspettiamo e vediamo che succede...
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