Remember that days, cioè di quando ero piccolo e facevo certe cose che ora, a pensarci bene, non è mica cambiato molto
Data astrale 27.733,51
Quando ero più piccolo (nel senso che ancora non sono grande) (cioè, lo sarei pure, più grande, ma è che voglio considerarmi ancora in tempo) (che i trenta mi fanno un po' ansia), dicevo, quando ero più piccolo, non riuscivo ad aspettare.
Se per esempio era la notte di Natale, e sapevo che a mezzanotte qualcuno mi avrebbe portato i regali, non riuscivo a darmi pace. Allora, siccome sapevo che mi era praticamente impossibile restare sveglio, per due semplici motivi: primo perchè non ce l'avrei fatta; secondo perchè guardare Babbo Natale era vietato (non so da chi ma era vietato); terzo perchè i miei genitori, pur di farmi dormire, ad un certo punto spegnevano la TV così poi mi sarei addormentato (e la luce blu della lampada ammazza-zanzare li aiutava), vabè i motivi son diventati tre, allora dicevo, siccome mi era praticamente impossibile restare sveglio ad aspettare l'ora dei regali, e siccome aspettare sarebbe stato oltretutto faticoso psicologicamente, escogitai un piano (e mio fratello era d'accordo): dormire. Se dormiamo, domani arriva prima.
Perchè quando dormi non ti accorgi che il tempo passa. E quindi chiudi gli occhi, li riapri, ed è domani.
Questo era per Natale, ma diciamo che era una tecnica così potente che veniva usata solo in rare occasioni, quando dovevo aspettare qualcosa.
Più difficile era quando aspettavo una cosa a lungo termine: tra venti giorni lasciamo casa ed andiamo in villeggiatura. A mare, pensa. Un mese intero a mare. Ma dovevano passare venti giorni, non potevo aspettare tanto tempo, e non potevo dormire per venti giorni di fila (mia madre e mio padre erano il genere di persone che non avrebbero apprezzato). Allora c'erano altri diversivi: uscivo a giocare a pallone (si, io) (ma giocavo male, se può consolare) (e non facevo male a nessuno, allora), giocavo col Master System, insomma facevo qualcosa di bello per far trascorrere il tempo. Nota: il tempo trascorre più veloce del solito se ti diverti, rallenta se aspetti.
Ora le cose non sono cambiate mica tanto, rispetto ad allora.
Se devo aspettare non riesco a farlo. Se mi deve arrivare un pacco non so aspettare, specialmente se so più o meno quando arriverà. Ed occupo il tempo facendo cose, andando in giro, e qualche volta lavorando.
Se devo aspettare domani, vado a letto presto così domani arriva subito. Le invenzioni, una volta che le fai, non le molli più.
Ecco, io devo ritirare degli ingrandimenti da un fotografo, foto mie, s'intende.
Sono a lavoro, le foto le dovrei passare a prenderle oggi.
Dormo.
Se per esempio era la notte di Natale, e sapevo che a mezzanotte qualcuno mi avrebbe portato i regali, non riuscivo a darmi pace. Allora, siccome sapevo che mi era praticamente impossibile restare sveglio, per due semplici motivi: primo perchè non ce l'avrei fatta; secondo perchè guardare Babbo Natale era vietato (non so da chi ma era vietato); terzo perchè i miei genitori, pur di farmi dormire, ad un certo punto spegnevano la TV così poi mi sarei addormentato (e la luce blu della lampada ammazza-zanzare li aiutava), vabè i motivi son diventati tre, allora dicevo, siccome mi era praticamente impossibile restare sveglio ad aspettare l'ora dei regali, e siccome aspettare sarebbe stato oltretutto faticoso psicologicamente, escogitai un piano (e mio fratello era d'accordo): dormire. Se dormiamo, domani arriva prima.
Perchè quando dormi non ti accorgi che il tempo passa. E quindi chiudi gli occhi, li riapri, ed è domani.
Questo era per Natale, ma diciamo che era una tecnica così potente che veniva usata solo in rare occasioni, quando dovevo aspettare qualcosa.
Più difficile era quando aspettavo una cosa a lungo termine: tra venti giorni lasciamo casa ed andiamo in villeggiatura. A mare, pensa. Un mese intero a mare. Ma dovevano passare venti giorni, non potevo aspettare tanto tempo, e non potevo dormire per venti giorni di fila (mia madre e mio padre erano il genere di persone che non avrebbero apprezzato). Allora c'erano altri diversivi: uscivo a giocare a pallone (si, io) (ma giocavo male, se può consolare) (e non facevo male a nessuno, allora), giocavo col Master System, insomma facevo qualcosa di bello per far trascorrere il tempo. Nota: il tempo trascorre più veloce del solito se ti diverti, rallenta se aspetti.
Ora le cose non sono cambiate mica tanto, rispetto ad allora.
Se devo aspettare non riesco a farlo. Se mi deve arrivare un pacco non so aspettare, specialmente se so più o meno quando arriverà. Ed occupo il tempo facendo cose, andando in giro, e qualche volta lavorando.
Se devo aspettare domani, vado a letto presto così domani arriva subito. Le invenzioni, una volta che le fai, non le molli più.
Ecco, io devo ritirare degli ingrandimenti da un fotografo, foto mie, s'intende.
Sono a lavoro, le foto le dovrei passare a prenderle oggi.
Dormo.
- Postato nella categoria Storie di vita vissuta

tipo,se devo aspettare per fare una cosa che non voglio fare,allora è meglio che quel momento arrivi il più tardi possibile e più posso rimandarlo,più lo rimando