La questione privacy

Per una questione di privacy, un operatore dovrebbe scegliere da solo la password da usare al proprio terminale, a lavoro.
Una password che deve rispondere ai seguenti requisiti:

- Lunghezza MINIMA di otto caratteri;
- Essere composta per un quarto (almeno) da numeri;
- Non essere riconducibile al proprietario (no nome, cognome, nome del gatto/cane/canarino/camaleonte/marito, marca del monitor davanti ai suoi occhi, ecc. ecc.)

Le password devono essere consegnate in busta chiusa (possibilmente sigillate con ceralacca, come nel basso medioevo) al mastro delle password (un eletto baciato da Dio e che non osi aprire quelle buste senza prima aver convocato un'assemblea nazionale con tutti gli altri mastri delle password), che le terrà gelosamente conservate in un armadio con dodici chiavi, che saranno consegnate a dodici individui provenienti dagli inferi.
L'armadio dovrà a sua volta essere custodito in un luogo inaccessibile, preferibilmente in un cimitero, piantonato da un demone di razza superiore che è autorizzato ad ingaggiare un duello mortale con chiunque si avvicini senza permesso scritto.
Neanche gli amministratori del sistema devono poter conoscere le password segrete degli operatori. Nessuno deve poter accedere ai loro dati.

Ora, il malato mentale cerebroleso che ha partirito questa stronzata degna di Groucho Marx, ha presente - per caso, eh - come lavora un amministratore di callcenter? Ha presente i privilegi che ha un amministratore in un CRM? Lo sa o non lo sa che un amministratore in un CRM equivale a Dio in terra?
No, così...
Perchè è come chiedere alle persone di scrivere i loro conti personali in busta chiusa, sigillarli, sotterrarli, perchè nemmeno gli impiegati di banca devono poter sapere nulla del conto corrente dei loro clienti.
La stessa cosa.
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4 commenti a "La questione privacy"

Salvo (x mirakolo) ha scritto:
Non ho capito niente...
Non ho capito niente...
Salvo (x mirakolo) ha scritto:
Lo vuoi mettere un post nuovo si o no?????
figlioletta inkazzata ha scritto:
papinoooooooooooooooooo sono 2 anni ke nel mio ufficio funziona cosi'
Darkbyte ha scritto:
Weeeee ma un conto è da te, che ognuno ha i suoi documenti word, excel, ecc. ecc.
Dove i dipendenti sono 3-4, il numero di pc va da 1 a 5, e quindi su ogni pc è anche possibile creare tanti account quante sono le persone che lavorano in ufficio.
Un altro conto è in un callcenter, dove le macchine sono 60 e gli operatori 120-130. Nessun operatore usa documenti word, nessun operatore usa excel, nessun operatore ha nulla da condividere con nessuno. Gli operatori si collegano ad un sito con username e password, un po' come la posta elettronica. Ognuno vede le SUE cose su questo sito interno al callcenter. Vede le sue chiamate, i suoi clienti, ecc. ecc.
Quindi che senso ha parlare di accesso al terminale? Che senso ha parlare di accesso a windows? Login di amministratore diverso da quello dell'utente? Quand'anche un utente entrasse come amministratore su un pc, che potrebbe fare? Niente. Perchè sui pc non c'è mai nulla. E' tutto su un sito...
E' che fanno le leggi così, per far vedere che le sanno fare. E per complicare le giornate ai poveri cristi come me...

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