Il programma di berlusconi
Data astrale 27.182,98
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Ecco, qualche giorno fa ho esposto il programma che SECONDO ME (ma potrei sbagliare) è da votare.
Aggiungo che, contrariamente a quanto io stesso pensassi allora, con l'attuale legge elettorale dare un voto ad un partito di centrosinistra/centrodestra non vuol dire darlo alla sinistra o alla destra: se voto Italia dei Valori non voto per Veltroni, così come votando per l'UDC non dò un voto a PdL.
Però, tornando al discorso principale, grazie ad Alex che mi ha postato questo link ho potuto fare le sottolineature del caso.
Cioè ci son delle cose che sono da evitare, che anche se poverosilvio promettesse oro e diamanti, bisogna stare attenti.
Partiamo dal paragrafo 2, Infrastrutture ed energia: il punto 2 parla chiaramente di raccolta differenziata e realizzazione dei termovalorizzatori. Che non esistono. I termovalorizzatori sono oggetti che non esistono. Se apro un vocabolario e la cerco, quella parola non c'è. Il termovalorizzatore è soltanto un inceneritore, solo che qui lo chiamano termovalorizzatore, perchè suona meglio, sembra che valorizzi qualcosa, ma si parla di inceneritori. Infatti questa parola non viene usata nè nelle normative europee nè in quelle italiane. L'Italia SA che i termovalorizzatori non esistono, lo sa benissimo. Quindi è palese che si tratti di una parola INVENTATA per prenderci per il culo e costruire inceneritori facendoci credere che siano qualcosa di migliore. Un po' come chiamare la merda di cavallo materiale ortonutritivo. Come se non avessimo già abbastanza tumori per contro nostro.
Ora, a prescindere dal discorso di principio e cioè la presa per il culo di dare un nuovo nome ad un oggetto che ne ha già uno per il solo fatto di renderlo accettabile, ma poi la costruzione degli inceneritori... Ma non ci sono altre cose in cui investire? Non si può investire nel riciclo, per esempio? Leggete cos'è un termovalorizzatore.
Andiamo avanti.
Punto 3 dello stesso paragrafo: Partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione. Praticamente costruire in Italia centrali nucleari. Per non comprare energia dall'estero, così ci costa di meno. Lo scopo è giustissimo, il mezzo un tantino di meno. Dico solo due parole: eolico, fotovoltaico.
E siamo a due: inceneritori e centrali nucleari.
Punto 4 dello stesso paragrafo: Realizzazione dei rigassificatori, diversificazione degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il carbone pulito. Si avete letto bene: rigassificatori, carbone pulito. Il mondo intero si sposta in avanti, noi torniamo al carbone.
E noi di Taranto dovremmo comprendere meglio questo argomento: per quanto riguarda i rigassificatori noi siamo in pole position come città pronta ad ospitarne uno. C'è stata una manifestazione, un corteo lunghissimo qualche mese fa qui a Taranto, perchè nessuno voleva 'sto cazzo di rigassificatore in una città dove già l'inquinamento è quello che è e dove la gestione è quella che è. Perchè, se ce lo costruissero, minimo minimo tra venti anni sarebbe ridotto ad un colabrodo e le probabilità che un intero quartiere salti per aria sarebbero altissime (in un impianto rigassificatore circola tanto di quel gas che quando prima o poi qualcosa andrà storta sarà proprio un bello spettacolo), dato che i rigiassificatori sono impianti classificati come a rischio. Non perchè siamo a Taranto, o perchè siamo al sud, ma perchè quegli impianti sono ad alto rischio per la loro natura: se qualcosa va storto (anzi, QUANDO qualcosa va storto) rischia di saltare tutto. E i danni arrivano a chilometri e chilometri e chilometri di distanza: costruendolo nei pressi dell'ILVA, un'eventuale esplosione investirebbe Tamburi, Taranto borgo e Paolo VI.
Per non parlare poi dell'investimento sul carbone.
E siamo a quattro: inceneritori, centrali nucleari, rigassificatori e carbone.
Il punto 1 del paragrafo 3 non è cattivissimo come gli altri, ma è sbagliato come principio. Cioè dare incentivi alle imprese per effettuare maggiori controlli per la sicurezza sul lavoro.
Ora, a parte che non è chiaro cosa si intenda, ma poi fondamentalmente non si dovrebbe parlare di incentivi/tasse/multe. Si dovrebbe parlare di OBBLIGHI per le aziende ad istituire corsi di preparazione per il personale, RISCHI per i titolari di finire in galera quando un operaio muore, PROCESSI SICURI nei casi di morte degli operai. Non di incentivi alle aziende, che gli incentivi li dà lo stato e allo stato pagano i lavoratori... Che poi vai capire cosa si intende per incentivi, come lo Stato si assicurerà che quegli incentivi saranno usati per il loro scopo e come si otterranno i soldi per questi incentivi...
Poi vabè, nel punto successivo si parla ancora di questa flessibilità di ingresso, il solito gioco di parole. Un altro nome della flessibilità di ingresso è il famigerato contratto a progetto. La presa per il culo targata governo berlusconi (volutamente mINUSCOLO).
Qui c'è da chiarire una cosa secondo me: hanno fatto un casino con questa flessibilità di ingresso. Vabè, è stata una manovra per abbassare il tasso di disoccupazione ed è andata a buon fine, devo ammetterlo, ma fino ad un certo punto. Perchè: la gente non veniva assunta, è stato creato questo cazzo di contratto a progetto e i datori, finalmente, hanno potuto assumere gente per pochi mesi. Chi prima non aveva lavoro a quel punto ALMENO si era guadagnato uno straccio di stipendio. Flessibilità (lavoratore che si piega) di ingresso. Però: da che mondo è mondo, quando qualcosa a pagamento deve essere usata MENO del dovuto, la si paga proporzionalmente di più, non meno del meno.
Faccio un esmepio: io voglio affittare un'auto per cinque ore. La pago 50 euro. Se decido di affittarla per due ore e mezza guarda caso non mi viene a costare 25 euro, la metà, ma una roba tipo 40 euro.
Sembra quasi che a lungo andare io risparmi, perchè se la leggi al contrario diventa: "Se affitto l'auto per due ore e mezza mi costa 40 euro, per cinque ore 50. A questo punto conviene per cinque ore...". Ma il ragionamento di base non cambia: quando riduco i tempi, alzo proporzionalmente i costi.
Ora facciamo finta che io trovi uno che mi dica: ti dò l'auto a 50 euro per cinque ore ed a 20 euro per due ore e mezza (meno della metà!). Cosa succederebbe? Che io, furbo, non chiederei l'auto per cinque ore pagandola 50 euro, piuttosto la affitterei due volte di fila pagandola soltanto 40 euro.
Ecco, la stessa cosa dei contratti a progetto. E' vero, tu dai la possibilità alle aziende di assumere il personale per tre mesi piuttosto che a tempo indeterminato. Però non alzando gli stipendi, anzi abbassandoli, fai la stessa cosa dell'esempio: le aziende anzichè assumere gente a tempo indeterminato, con un certo stipendio, rinnovano RIPETUTAMENTE il contratto a tempo determinato ai proprio dipendenti, ad un costo molto inferiore, ad un costo cioè che rende molto sconveniente assumere qualcuno con un contratto vero. In pratica tanta gente che si vede rinnovare il contratto ogni tre mesi, che lavora di fatto a tempo indeterminato ma con guadagni molto bassi.
Se avesse voluto fare le cose come si deve, il governo berlusconi, avrebbe dovuto alzare i costi dei contratti a progetto facendoli valere di più dei contratti a tempo indeterminato.
Così facendo succederebbe che: chi lavora di meno (contratti a progetto) costerebbe di più e guadagnerebbe di più, le aziende quindi non farebbero più il giochetto dei continui rinnovi, per risparmiare sarebbero costrette ad optare per i contratti a tempo indeterminato, le persone avrebbero uno stipendio migliore, e quelle poche aziende che VERAMENTE avrebbero bisogno di gente solo per pochi mesi troverebbero convenienti i contratti a progetto.
Ecco invece cos'è la cagata della flessibilità di ingresso, che lui nei punti due e tre del terzo paragrafo dice addirittura di voler continuare a sfruttare.
Poi basta che il programma è lunghissimo e già quello che ho letto e riportato qui è sufficiente per giocarsi il mio voto.
Poi vabè, non dimentichiamoci che il cavaliere è la stessa persona capace di negare spudoratamente anche sè stesso, eh?
Buona notte, e buona fortuna.

E chi sogna un posto di lavoro può sperare di averlo a tempo indetrminato (magari e purtroppo con un stipendio baso ma almeno a tempo indeterminato..)