Anche i panini piangono - Prima puntata
Data astrale 27.174,84
Un panettiere sui 35 anni, scapolo incallito (non per scelta propria), che forse ne ha vista solo una in vita sua e per di più in televisione, che non è nemmeno un panettiere, che se avesse imparato il mestiere almeno ora c'avrebbe un panificio invece di quel buco in cui vende del pane che, qualitativamente, sembra fatto con la sabbia e l'acqua piovana.
C'è stato un periodo in cui abbiamo comprato quel pane. Poi un giorno in una pagnotta abbiamo trovato due conchiglie ed un profilattico. E siamo tornati al panificio di sempre.
Dicevo, Nicola, (lo chiamo così) c'ha 35 anni circa e se li porta tutti e male: faccia da tamarro andato, pancia di chi ha varcato la soglia dei trenta o di chi ingurgita birra nel tempo libero (o entrambe le cose), e per finire fortissimo accento locale.
Una volta l'ho beccato fuori dal suo buco lavorativo. Era nel bar di una pineta, stava cambiando quindici euro in gettoni per il videopoker, birra in mano, zoccoli e bermuda da sessanta euro, collana d'oro, accento molto più localizzato, amici non da meno. Ho fatto finta di non vederlo e penso che lui abbia fatto lo stesso con me.
La mattina lo vedo che ci prova con una ragazza di diciassette anni, per farla restare nell'anominato la chiamerò Tonia.
Carina.
Non molto a dire il vero, ma le ragazze, come le prendi prendi, son sempre carine. Difficile che una ragazza sia brutta.
Cioè ci sono anche le ragazze brutte, per carità, ma quando una ragazza viene classificata come brutta vuol dire che è proprio cessa.
Lei però è carina. Vabè è bella dai.
Ed è fidanzata.
Nicola le va dietro, un po' come quei cani con la lingua penzolante che hanno sete. Sta sempre due minuti nel suo buco e gli altri ventotto nei pressi del negozietto di Tonia.
Questo quando c'è il padre di lei.
Allora lui si avvicina, fa finta di niente, passa, guarda dentro, fa una battuta al papà-grande-amico-di-sempre, gli offre un caffè, che puntualmente gli viene rifiutato-che-grazie-non-mi-va, ma lui insiste (in dialetto): "...E che me lo fai prendere da solo il caffè?" ma quel caffè viene rifiutato, e lui insiste ancora ma poi è costretto a mollare e vince il padre di Tonia.
E lui per non dare nell'occhio (si vede che ha esperienza) la prende costantemente in giro, nei modi più blandi e insipidi, che lei lo guarda e sorride più per educazione compassione.
La prende in giro di continuo, che dopo quattro minuti buoni vorrei che gli arrivasse in fronte una mortadella Levoni intera.
Stamattina Tonia era da sola. Dopo sei secondi lordi (record mondiale di fancazzismo) è arrivato lui, Nicola, che le ha detto in maniera chiara ed inequivocabile:
"Non mi hai fatto nemmeno gli auguri oggi, cuoricino mio".
Io per un attimo mi sono appoggiato al bancone dei salumi con un braccio, faccia in giù, avevo conati di vomito e brividi di freddo lungo la schiena. Lei risponde "E' la quarta volta che ti fai fare gli auguri oggi...".
Ed a lui è venuto un sorriso da ebete.... ma da ebete... E da provolone, anche. Che è sparito, insieme al resto del corpo, con una scusa qualunque, quando è tornato il padre di lei.
Fine della prima puntata
(sigla finale e titoli di coda)
(sigla finale e titoli di coda)
Che poi ero indeciso sul nome di questa telenovela. Ho scelto tra: Anche i panini piangono, Pane impavido, Pane ingrato, Cento panini e Un panettiere in famiglia.
