Amiga mia
Data astrale 27.060,14
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| Amiga 600 Canon EOS 350D - 50mm - f/2.2 - 1/40 - ISO400 |
A casa ho sempre cercato di conservare le cose con cui ho iniziato a smanettare. Tipo il SEGA Master System II, primo videogioco in assoluto che entrò in casa mia (ricordo che a quei tempi parlare di videogiochi equivaleva parlare di cose inutili/diseducative), che poi però regalammo ad una mia zia che a sua volta, secondo me, diede via dopo due giorni (scarsi)(se non il giorno stesso).
E dopo il Master System (e le tante, tantissime notti di sonno incostante costellato di visioni di Alex Kidd in uno dei tre castelli) passammo al gioiellino vero e proprio: l'Amiga 600.
Ce l'aveva anche (addirittura, eh!) il collega di lavoro di mio padre, uno fissato con la tecnologia, il quale gli consigliò di fare il grande passo e di comprarcela (a me e mio fratello), se davvero avevamo tutta 'sta voglia di usare un computer. Che con quella si giocava ma si studiava anche.
E così mio padre la comprò. All'epoca c'era APRICO in centro, la comprò lì.
Stranamente non ricordo nulla del giorno in cui la portò a casa.
Ricordo perfettamente il giorno di Natale in cui io e mio fratello scartammo e montammo il Master System II, ma riguardo al primo giorno dell'Amiga 600, buio completo.
Però con l'Amiga ci feci di tutto: giochi (tanti, alcuni rimasti profondamente impressi nella mente) e programmazione.
Lì iniziai a scrivere le mie prime righe di codice, a modificare i programmi, i giochi (riuscivo a far partire alcuni giochi direttamente all'ultimo livello, o ad uno a caso, volendo), a disegnare (ricordo DPaint IV) (che poi si chiamava Deluxe Paint IV).
Lo schermo... non ne avevo uno. Collegavo l'Amiga alla TV.
Oggi sono abituato a lavorare a 1280x1024 e sedici milioni di colori, all'epoca si lavorava a 320x200 e solo 32 colori.
Ecco, proprio l'Amiga, insieme al primo computer (pentium 200), è una di quelle cose che non sono mai riuscito a gettare.
Mai!
Non ci sono mai riuscito per una questione affettiva. L'Amiga 600 per me è come il primo gigio per un bambino. Non puoi buttarlo via.
L'ho sempre tenuta conservata in uno scatolo, anche durante il trasloco dalla città vecchia a casa nuova. Sempre lì, in un infinito stato di morte apparente. Spenta un giorno e mai più riaccesa. Anzi una volta ho provato a riaccenderla, funzionava ancora, ma non mi leggeva più i floppy disk (che, strano a pensarci, ma a quell'epoca non si usavano molto gli Hard Disk: costavano un botto e ci mettevi forse 30MB di roba). Quindi, dicevo, il lettore floppy era deceduto.
Domenica mattina vado con Cherie al mercatino. Ho pensato non si sa mai, metti che trovo qualcosa di interessante.
Ho comprato un cavalletto per la macchina fotografica, dai cinesi. Costa poco e pare solido (pare).
Gira e rigira, trovo una sorella della mia Amiga600. Un signore la vendeva, vendeva proprio un'Amiga 600.
E lei, l'Amiga 600, se ne stava lì, sul tavolo, tutta bianca, anche lei spenta e mai più riaccesa.
Così ho chiesto, tanto per informazione, a quanto la vendesse.
Mi ha risposto: "Senti, dammi 15 euro e ti dò l'Amiga 600 con tutti i giochi che ho, i due joystick, l'alimentatore ed i cavi. Non me la far riportare a casa che non ce la faccio più a portarmela dietro...".
Io ho detto che, veramente, mi servirebbe solo il lettore floppy. Che tanto ne avevo una uguale a casa, ma spenta.
Alla fine me l'ha venduta per 10 euro, compresi i giochi, i joysticks, i cavi, l'alimentatore, ed una valigia da meridionale terrone che va al nord in cerca di lavoro.
L'ho montata a casa al televisore in camera mia: spettaaaaacolo
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| Il mio gioco preferito: Bubba'n'Stix |
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| Amiga WorkBench 2.0 Il sistema operativo per Amiga (un Windows di quei tempi) |


