Alla Opel

Mi accoglie il capo di tutti i tecnici. Cordiale. Mi chiede che problemi abbia la mia vettura, e dopo averglieli detti si porta pollice ed indice sotto il mento, pensieroso, e resta a fissare per qualche attimo il vuoto.
"E' ancora in garanzia?"
"Veramente non più..."
Allora porta in aria il braccio destro come se avesse segnato un rigore, si strappa la tuta sporca di grasso e viene portato in festa dagli altri meccanici che erano lì.
Poi mi dice di portargli l'auto domani, oggi ha molto da fare, deve prenotare una vacanza ai Caraibi per questo Natale.

Sempre alla Opel. Il capo dei tecnici, in previsione della cifra che dovrò pagare, mi accoglie vestito con una tuta da lavoro di seta nera, Rolex, cilindro e sigaro cubano.
Cerca di darsi un contegno, ma non riesce a trattenersi dal mostrarmi le foto della nuova villa in Sardegna in cui andrà a soggiornare l'estate.
Mi mostra il preventivo, ci son tanti di quegli zeri che me ne ha dovuti fare due. A denti stretti, e con un sedativo per cavalli, sono costretto ad accettare.

Ancora alla Opel, vado a ritirare l'auto.
Tutti i tecnici sono rifatti e somigliano a Ben Afflek, unghie curate, scarpe della Nike per i più giovani, Vero Cuoio per i più maturi. Sulle loro giacche (ho notato che nessuno usa la tuta blu) pendono ancora i cartellini Lord. I pavimenti sono tutti d'argento e le scarpe lucidate allo spasimo.
Mi appare il Santo Patrono di tutti i meccanici che mi benedice.
Il capo dei tecnici mi accompagna nel suo ufficio per il pagamento, ufficio che comunque è cambiato dall'ultima volta: ottantacinque metri quadri, finestre luminosissime, muri bianchi, gioielli appesi alle piante. Dai muri sono spariti i poster dell'omino Michelin. Al loro posto ci sono dei Caravaggio originali, ed un parquet in ciliegio.
Alle spalle della sua scrivania un maxischermo 183 pollici mostra continuamente le foto di lui alle Maldive insieme a modelle di ogni razza e misura.

Mentre firmo l'assegno (ovviamente senza fattura) con la stilografica Cartier, con la coda dell'occhio lo vedo ballare il tip-tap.
Tag utilizzati: la mia auto, maledetti bastardi

10 commenti a "Alla Opel"

Salvo ha scritto:
Mi sono davvero pisciato sotto dalla risate!
 Ho il pantalone bagnat!!! :D:D:D:D
topolino83 ha scritto:
ahahaha..lello sei unico davvero..ahahah..come c...o ti vengono..lo scrittore devi fare..cmq dai pensa ke hai fatto felici tutti quelli ke lavorano là..e anche le loro famiglie..ora possono sperare in un futuro migliore grazie a te..ahaha..nn sei contento?ihihihi..

P.S. ma quanto hai speso?ke nel caso mela apro pure io un officina autorizzata opel
Darkbyte ha scritto:
Pensate che per pagare ho dovuto far venire due camion carichi di banconote da 50€
Salvo x mirakolo! ha scritto:
Sekondo me stanno iniziando a pensare che tu abbia un debole x uno di loro!  
Salvo x mirakolo! ha scritto:
 Sekondo me,loro, iniziano a pensare che tu abbiau na debole per uno dei meccanici! 
Darkbyte ha scritto:
Un corso di Italiano no, eh? :)
Salvo ha scritto:
perchè?
Darkbyte ha scritto:
Leggi il tuo "ultimo" commento prima del mio consiglio :)
topolino83 ha scritto:
'gnurant..al cepu con del piero devi andare ahahahahaha..
Salvo x mirakolo! ha scritto:
 Ci vado solo per il suo uccello :D

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