A volte

Non so cosa pensare di quello in cui credo.
Religiosamente parlando, ovviamente.
Cioè si, so in cosa credo: nella determinazione, nel provare e riprovare, nel contare su sè stessi prima che sugli altri (cioè si, contare anche sugli altri, ma mai come alternativa a sè stessi) (se non ce la fai da solo, conta sugli altri ma non sperarci) (se poi ti va bene... olè!).
Quello che non so è in cosa credere religiosamente parlando. Oppure via la religione; non so cosa pensare di ciò in cui credo metafisicamente parlando.
Non voglio addentrarmi troppo nelle solite domande della serie chi o cosa mi abbia portato qui, chi c'è sopra ogni cosa, se la risposta a tutte le domande è 42... Insomma no. Non è questo che cerco.
Io non cerco e basta. Almeno, non per ora.
Però ho come una sensazione, o una credenza... Penso che alla fine ci sarà la verità. Non intesa come pensate. Io penso proprio che alla fine sapremo tutto. Potremmo sapere tutto. Quello che oggi non sappiamo, se siamo stati traditi e da chi, se qualcuno ci abbia mentito, se qualcuno abbia agito realmente in buona fede e noi stronzi non gli abbiamo creduto.
Insomma una sorta di resoconto della serie Hey stronzo vedi che quella volta, quando hai mandato affanculo quello, beh vedi che era vero quello che stava dicendo... erano tutte coincidenze... sei stato tu lo stronzo quella volta. Lo so, lo so, c'erano le coincidenze a farti agire così, ma hai sbagliato tu.
Quella secondo me sarebbe la vera giustizia. Ognuno dovrebbe sapere, alla fine di tutto, quello che c'era da sapere. Nel bene o nel male.

Quello c'è rimasto male, quella volta.

Quello diceva la verità.
Tuo padre non ha fatto quello che credi abbia fatto.
Il tuo compagno di banco, quella volta, non fece la spia. Fu il bidello.
Quel regalo, quello che non ti è piaciuto, beh te l'hanno comprato convinti che ti sarebbe piaciuto.

Cioè la verità dovrebbe venir fuori, per riscattarci di tutte quelle volte in cui abbiamo agito bene e non siamo stati capiti, di quelle volte in cui tutto è caduto nel dimenticatoio e amen a tutto quello che volevamo dire/fare.
Ed idem per i nostri errori.
Capire, finalmente. Tutto. Dalla stronzata alla cosa più seria. Compresi sentimenti nascosti come odio, amore, amarezza, risentimento, ecc. ecc.
Far capire a ciascuno di noi gli errori, il male che siamo stati in grado di procurare, quello ricevuto.
Tutto.
Compresi i retroscena pre e post cazzate-fatte.
Così ci sarebbe il vero riscatto. Ognuno capirebbe davvero quello che ha combinato agli altri. E gli altri capirebbero quello che ci hanno combinato.

Cioè a prescindere da cosa ci sia sopra ogni cosa, che si tratti del Dio come lo intendiamo noi con la barba bianca, vendicativo ma buono, o che ci sia un mondo superiore stile matrix, o che ci sia qualcosa di impensabile e diverso dalla vita come la conosciamo in questo mondo, ecco a prescindere da tutto, comunque dovrebbero darci la possibilità (oppure l'obbligo) di spostarci indietro nel tempo trascorso in vita in punti ben precisi, e mostrarci la verità.

Senti un po'! Ma quella volta lì...?
Ah si si, eccotela. Guarda com'è andata veramente!

Quella sarebbe la vera giustizia.

A volte dovremmo fermarci a pensare un po' a tutte queste cose.


Tag utilizzati: pensieri e parole, religione

9 commenti a "A volte"

rob ha scritto:
...condivido la maggior parte delle cose da te descritte...e il mio pensiero alla fine si conclude sempre con: vivi ogni minuto come se fosse l'ultimo...cambiano diverse prospettive quando sai che potrebbe essere l'ultimo attimo per riscattarti...Irie man!
Figlioletta ha scritto:

Si sarebbe bello ritornare indietro e capire, ma forse col tempo acquisiremmo quell'indifferenza su quei avvenimenti ke diremmo a noi stessi PIGRI "ma ki ce la fa fare"...forse x questo prima di malintesi con delle persone bisogna essere lucidi e cercare di analizzare le situazione!:) carp diem papy :)

Figlioletta ha scritto:
cmq il video,il cantante e la canzone indovina?sono SPETTACOLARIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!
Darkbyte ha scritto:
Vabè io mi riferisco a DOPO la vita.
Cioè per me una delle vere forme di giustizia che dovrebbero aspettarci dopo la vita sarebbe proprio quella di darci la possibilità di rivedere tutti gli errori che abbiamo commesso. Ma vedereli proprio come in un film.
Figlioletta ha scritto:
Minkia ke figataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :)
Stefania Soldino ha scritto:
 che senso ha scoprire dopo che sei morto se quello che hai fatto è sbagliato, se quello diceva la verità e tu l'hai preso a parolacce, se hai ferito qualcuno o altro?!?!

in teoria esisterebbe un senso solo se ci fosse una vita eterna... quindi presuppone che alla fine ci credi un tantino[alla vita eterna].

Se non ci credi allora... bè, ripeto, che senso avrebbe?! Se ormai sei morto e sai che certe cose le hai sbagliate e altre invece avevi ragione e sei stato raggirato da altri, cosa ti darebbe? Cosa comporterebbe? Una specie di dannazione eterna se hai sbagliato, un rancore eterno se hai fatto del bene e sei stato trattato male x quel che hai fatto.

No io direi di no, se le cose le vuoi sapere, le DEVI sapere ora che sei qui. Devi capire ADESSO se stai facendo del male a qualcuno, se hai agito bene e qualcuno t'ha fregato. Perchè così puoi riparare al danno arrecato, mandare a cagare chi t'ha fregato o se sei nobile di spirito porgere l'altra guancia. 

Poi vabbè. 
ognuno pensa quel che vuole...

Darkbyte ha scritto:
Se non ci credo non ha senso tutto il discorso, quindi è ovvio che ci credo (e in effetti non ho mai detto di NON crederci). Al massimo dico che ho dubbi su *cosa* ci sia esattamente dopo. E quindi mi ci metto di fantasia...
Quindi volando di fantasia, potendo scegliere quello che mi pare, mi piacerebbe che ci fosse quel tipo di verità. Io che tiro le quoia vengo a scoprire le volte in cui ho sbagliato ed ero convinto di fare bene, e sarebbe più che altro una sorta di rivalsa per quelle persone che si sono trovate a dover subire quel mio torto. Alla fine la giustizia per loro ci sarebbe.
Così come se io resto in vita e schiatti tu, anzi diciamo qualcun altro che è meglio, dicevo, muore Tizio e gli viene spiattellata in faccia la verità. Fanculo avevo ragione io. Io magari che sto qua non ne so niente, ma intanto lui se la prende in faccia al naso.

Chiaro che si parla di casi in cui ognuno pensa di aver ragione e quindi non ha nessun interesse. O di casi in cui si pretende di aver ragione anche per una sorta di edonismo, però poi avere un faccia a faccia con sè stessi, cosa che magari hai evitato in vita, e farti vivere una specie di rimorso, sarebbe una giusta punizione. Ed una rivalsa x ki il torto l'ha subito.
Vale guapa spagnola ha scritto:
Si,ma si scrive CUOIA!!!Non QUOIA!!!!!! Scusa ma lo sai,non reggo...
Darkbyte ha scritto:
Ah... pensa te... convinto che Quoio si scrivesse con la CU. Invece con la CI.
Si si, ti capisco. Come quando uno dice "Se avrei saputo", che vien voglia di chiamare i Carabinieri.

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