Data astrale 29.163,61
Oggi abbiamo superato noi stessi: abbiamo fatto un brindisi a Brindisi!!!
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Data astrale 28.989,00
Io sono stato sempre timido, da che abbia ricordo della vita.
Ricordo che ero timido con mia madre, che, checchè si possa esser timidi, alla fine la mamma è sempre la mamma. Eppure niente, ero timido quando dovevo fare il bagno e c'era lei a portarmi l'asciugamani pulito o qualcosa da metter per terra quando uscivo dalla vasca. Ovviamente non parlo di quando avevo 18 anni ma un po' prima, intorno ai 6-7.
Ero timido a mare.
Anche se ci andavo tutti i giorni, ma quando arrivavo al mare e mi dovevo spogliare, e magari attorno al mio asciugamani c'erano le stesse persone del giorno prima con le quali avevo giocato a pallavolo in acqua, ci mettevo un po' prima di spogliarmi. Che poi non è che mi spogliassi, avevo il costume. Però per me era come spogliarmi.
Anche adesso sono timido. Non sopporto farmi vedere in mutande.
L'altro giorno Stè era andata a lavoro, ed io sono andato a fare la doccia.
Poi però quando mi sono tolto il pigiama mi sono ricordato che era meglio se prendevo il telefonino, che non si sa mai e qualcuno ha urgenza di chiamarmi (tipo i famigliari) (ossia casa dei miei) e sono andato in mutande in camera da letto, ma poi mi sono ricordato che il telefonino l'avevo lasciato in cucina quando ho fatto colazione.
Allora sono andato a prenderlo, e all'ingresso, vicino alla porta della cucina, c'era il gatto che mi guardava.
Ed io avrei tanto voluto che girasse la testa dall'altra parte.
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Data astrale 28.867,44
E non me la sto cavando nemmeno tanto male. Appena posso inizio la raccolta online :)
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Data astrale 28.770,89
Io: bla bla bla
Lei: bla bla bla
Io: Dovresti ascoltare la canzone Bonobo Power
Lei: Che???
Io: Bonobo Power. I bonobo sono delle scimmie. Assomigliano un po' agli scimpanzè, per farti capire....
Lei (seria): E hanno fatto una canzone???
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Data astrale 28.697,86
Ora aspetto ottobbre/novembbre
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Data astrale 28.656,53
Domani è un nuovo giorno, ma non uno qualunque.
Antonello compie 28 anni.
Ma non sarà il compleanno di sempre, no. Questa volta, Antonello, decide di invitare pochi amici a casa nuova.
Già, pochi amici. Non molti come sempre.
Pochi.
Ma perchè questa scelta? Come mai quest'anno la festa sarà per pochi?
Cosa lo spinge a non aprire la porta di casa sua a tutti gli altri?
Per capirlo dobbiamo tornare indietro di quasi un anno. Dobbiamto ritornare all'estate 2008. Antonello litiga con alcune persone.
In realtà non litiga, è solo l'inizio di quella che sarà la fine, la fine di alcune amicizie, la fine di rapporti che durano anche da anni.
E invece no.
Quei rapporti non finiranno immediatamente, piuttosto si assottiglieranno, sempre di più, fino al 14 agosto del 2009, giorno in cui viene messa la parola fine.
Antonello scrive un intervento sul suo blog. Ma non è un intervento qualsiasi, di quelli che lui scrive di solito, in cui scherza e fa sarcasmo.
Quella volta, sul suo blog, Antonello interviene direttamente dagli Stati Uniti d'America.
Lui è lì, lontano da tutto e da tutti, però non dimentica di scrivere sul suo spazio virtuale, e ne approfitta per rispondere ad un affronto ricevuto su un social network da uno dei suoi amici che ormai non considerava più tale.
E con quell'intervento, Antonello, segna la fine di quei rapporti.
O almeno di un rapporto.
Gli altri seguiranno la stessa strada al ritorno da quel viaggio a New York.
Inviti mancati ai compleanni lo faranno riflettere. Le persone che lui stesso aveva invitato ai suoi compleanni negli anni passati, anche se si trattava di invitati poco probabili, non hanno ricambiato il gesto. Anzi, tanto per rimarcare il gesto, non gli tolgono il saluto. Continuano a rispondergli come se niente fosse. Senza dirgli nulla.
Allora le amicize terminano del tutto, finiscono, svaniscono nel nulla.
E torniamo al presente. Antonello festeggia.
E decide di non invitare quelle persone, non lascerà che varchino la soglia di casa sua.
Nè di quella attuale, nè della successiva, nè di tutte le altre.
Al loro posto ci saranno altre persone, alcune amicizie ritrovate, molto più vere di tante altre.
Paura, eh?
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Data astrale 28.600,91
Pensavo di aver risolto almeno venendo a vivere lontano da casa.
Son di quelle cose che uno pensa Vedrai, quando andrò a vivere da solo non sarà più così!!! Farò diversamente ed andrà tutto bene!!! Di questi problemi non ce ne saranno assolutamente!
E invece guardati lì... Sono le otto di mattina e tu, ancora in pigiama, spettinato da sembrare un egiziano cotonato, affamato e svogliato, hai lo stesso identico problema che avevi quando vivevi con i tuoi.
Domanda: ma perchè nelle case spariscono continuamente le penne? Non se ne trova mai una a pagarle oro!!!
Anche quelle nelle borse spariscono misteriosamente.
A questo punto devo pensare che può trattarsi di:
- un ladro di penne che si aggira in zona; ormai noto come Il ladro delle Bic, anch'esso rapido ed indolore come la quasi-omonima marca di siringhe, è una leggenda del quartiere;
- una vendetta trasversale delle formiche ormai a digiuno da giorni a causa dell'insetticida che prontamente e ripetutamente spruzzo davanti alla loro tana; mi aspetto una foto per il riscatto.
- l'apertura di un cunicolo spazio-temporale causato dalla visione del film Donnie Darko di qualche giorno fa; il che vuol dire che fra 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi la penna mi pioverà addosso mentre sarò nel letto e finalmente quel coniglio la smetterà di farmi visita anche mentre sono al cesso.
Però è un buon motivo per sfoggiare l'iPod touch in salumeria e leggere a voce alta la lista delle cose da comprare.
Magari con voce rauca e bassa, accompagnata dal sottofondo del Padrino.
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Data astrale 28.553,02
Ricordarsi sempre di svuotare il contenitore dove fate defluire l'acqua del condizionatore.
Non per niente, rischiate di trovarvi con i piedi nell'acqua mentre siete a pranzo.
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Data astrale 28.533,75
E' bellissimo finire di lavorare e tornare a casa tua.
Non alla casa dove sei cresciuto, non in quella dei tuoi, ma a casa TUA.
Quella dove vivi solo con la tua ragazza. Tornare ed avere solo lei ad aspettarti, decidere di cenare insieme, prepararsi qualcosa, guardare la tv, parlare del più e del meno...
Poi ci pensi, è il momento di una bella doccia. Si!!! E' quello che ci vuole!!!
...e la caldaia decide di bloccarsi (come sempre) mentre sei sotto la doccia calda.
Tu chiaramente non puoi uscire di corsa e bagnare mezza casa per sbloccarla.
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Data astrale 28.296,81
Ieri ho provato l'ebrezza di NON dover bestemmiare tutti i santi dall'1 gennaio al 31 dicembre per colpa di una mia svista.
I portatili, si sa, son comodi. Li portiamo dove vogliamo (appunto si chiamano portatili) (altrimenti si chiamerebbero fissi) (e avrebbero anche un'altra forma), ad esempio in bagno, nel letto, in giro per casa.
E ovviamente quando la batteria è sull'orlo del suicidio ci ricordiamo che possiamo mettere l'alimentazione da rete; allora andiamo in borsa e lo prendiamo.
Attacchiamo la spina, inseriamo il cavetto nel portatile et-voilà: lo schermo diventa luminosissimo, la batteria ci fa l'OK e piange di gioia.
Però.
Però poi c'è 'sto filo sempre di mezzo, fastidioso, che poi non puoi più nemmeno spostare il portatile dove vuoi. E vabè, facciamo un sacrificio va', lo lasciamo qui dov'è, al sicuro, lontano da mani indiscrete.
Facciamo per allontanarci e.... TADAAAAAAAAAAAAAANNN! Col piede inciampiamo nel cavo dell'alimentatore ed il nostro bellissimo, funzionantissimo e soprattutto costosissimo portatile fa un bel volo per terra, scheggiandosi sullo schermo, perdendo tasti e via discorrendo.
E lì in teoria inizierebbero le bestemmie intervallate a singhiozzi ed atti di masochismo misto a violenza altruista.
Questo, almeno, in teoria.
In pratica benedico chi ha inventato l'alimentatore magnetico del MacBook, che è calamitato esattamente come quelle cose che si appiccicano sul frigo. Se inciampi (come me, per esempio) lui si stacca e non fa cadere il portatile.
Ripetete con me:
Sia lodato e ringraziato ogni tre ore,
quel simpatico simpatico inventore.
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Data astrale 28.177,63
Lei: Anto, per favore, visto che ci sei, abbassi le tapparelle?
Io: Scusa, perchè? Fuori è buio...
Lei: Si ma tu chiudile...
Io: Vabè ma perchè? La finestra è chiusa.
Lei: Si ma chiudile lo stesso...
Io: Ok ma perchè?
Lei: Perchè fuori c'è vento.
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Data astrale 28.151,82
E' da questa mattina che ricevo telefonate da anonimi, praticamente dalle 06:48.
All'inizio non rispondevo, lasciavo squillare, oppure buttavo giù la chiamata, oppure toglievo il vibrato e lasciavo che si illuminasse solo il display.
Poi ho risposto, per curiosità. Un amico. Gli chiedo se fosse stato lui anche le volte precedenti, mi dice di no, che quella era l'unica chiamata che mi avesse fatto.
Mah.
Altri cinque minuti di pace, poi una telefonata anonima.
Rispondo.
Un collega mi chiede di arrivare cinque minuti prima in ufficio. Stessa domanda, stessa risposta. Non erano sue le chiamate di prima.
Ed intanto inizio a vagare tra i menu del telefonino; sapevo di poter uscire automaticamente anonimo in tutte le telefonate, ma del contrario non ne sapevo nulla.
Impostazioni / Telefono / SIM / Chiamate / Rubrica / Messaggi / Orologio / Giochi.
Niente, non ho trovato nessuna voce che mi abbia aiutato.
Ed intanto le chiamate anonime continuavano, sembrava una congiura. E nessuno che sapesse dirmi nulla.
Poi alla fine decido di fare una prova: mi chiamo da una scheda all'altra, da solo, come i pazzi. In entrambe le direzioni le chiamate mi arrivavano anonime. Non era più problema della scheda o del cellulare. Due cellulari su due avevano lo stesso problema, ed allora ho capito, sono giunto alla conclusione.
Se oggi ricevete delle telefonate anonime, più del solito, ebbene sappiate che è normale.
Oggi è martedì grasso, i numeri sono mascherati.
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Data astrale 28.021,52
Lei: Ma parlami un po' di te, dimmi, com'eri? Eri un ribelle? Rispondevi ai tuoi?
Io: Ma quando?
Lei: Da giovane...
Io: Scusa???
Lei: Beh, si, quando eri un ragazzo...
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Data astrale 28.017,72
Questa notte stavo nel letto bello tranquillo e dormiente, e musica-ascoltante, quando di colpo sento qualcosa. Mah, mi son detto, sarà un'impressione, o quelli del piano di sopra che quando camminano sembra che ce li ho in casa, pensavo, maledetti.
Ed invece dopo un po' un altro rumore.
E io pensavo sempre mah, saran quelli di sopra che a quest'ora della notte camminano come se fossero le nove di mattina, prima o poi li contatto su facebook e glie ne dico quattro.
Ma questi erano i rumori che continuavano a farsi sentire, e non erano da sopra, erano dal corridoio fuori alla porta della mia camera.
E cazzo, questi non sono loro, pensavo, altro che facebook, qua bisogna controllare.
Allora mi sono alzato, mi sono avvicinato alla porta della mia camera per capire se fossero i miei che andavano in bagno e tornavano a letto, se era mia sorella che vagava sola soletta per la casa, insomma per rassicurarmi. Ma quei rumori erano strani. Come se fossero più persone insieme. E proprio nei pressi dell'albero di natale, praticamente attaccati alla mia porta. E poi il groppo in gola: dai vetri ho notato delle ombre.
Opporcapaletta!
Torno indietro senza fare rumori, tanto ero anche scalzo, il che aiutava parecchio.
Prendo la mazza da baseball, un attimo di esitazione: faccio io qualcosa? Oppure chiamo i Carabinieri? O la Polizia? Ma poi quelli lì mi sentono, pensavo, non posso bisbigliare al telefono, mi tocca agire da solo.
Eh ma tra il dire e il fare...
E se sono armati?
E se poi è vero che gli zingari entrano in casa coi coltelli e non ci pensano due volte a ferirti e scappare?
Intanto i rumori erano ancora lì, e si sentiva pure qualche bisbiglio.
E a quanto pare non erano stranieri.
Ed io ero solo, e al buio. E non sapevo che fare.
Le piccole cose che diventano dilemmi di vitale importanza: non posso aprire la porta da qui, da destra. La maniglia è a sinistra, io sono a destra. Per uscire dalla porta velocemente devo essere a sinistra.
Ma se passo davanti al vetro mi notano.
Allora torno indietro, il cuore in gola, passo passo senza far rumore faccio il giro della stanza per non passare proprio davanti al vetro della porta, arrivo alla finestra e rallento ancora di più per non dare l'impressione del movimento. Maledetto a me e quando decido di lasciare la finestra aperta la sera, e maledetto chi ha messo quella luce proprio davanti al balcone nostro, pensavo.
E finalmente arrivo all'armadio, poi alla cassettiera, poi alla maniglia.
Ora il dubbio: apro la porta di colpo, grido io, gridano loro, gridano i miei, piange la bambina, si sveglia un palazzo?
Oppure la apro piano sperando di colpirli nel buio?
Ma se si sono accorti di me magari c'è qualcuno che mi aspetta e mi coglie di sorpresa.
Meglio aprire la porta e gridare, tanto la mazza da sola dovrebbe bastare a spaventarli.
Daniela, Anna, Valentina, Rosa, Roberta ed Adele che litigavano per chi doveva lasciarmi la calza.
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Data astrale 27.940,95
...entrano in un posto e ti buttano una vampata di alitosi sul collo, perchè fuori fa freddo.
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Data astrale 27.913,56
Ieri sera tornavo a casa, ma la mia auto non ce la faceva.
Qui diluviava troppo, non so se avete notato.
Allora mi son detto: "
Quasi quasi mi fermo qui, lascio l'auto e chiedo aiuto a qualcuno, mi faccio portare fino a casa". E così faccio. Mi fermo, parcheggio, scendo e chiedo aiuto ad un uomo in barca che passava da quelle parti, intorno a Corso Italia circa.
Mi fa salire a bordo, c'erano un po' di anime perse come me, chi urlava, chi piangeva, chi si tirava i capelli, chi si abbracciava all'amante, chi teneva le mani in tasca per non perdere l'oro, i soldi e quant'altro avesse con sè.
E questo mi fa notare che, su quella barca, me compreso, eravamo tutti praticamente dei peccatori.
E che forse, alla guida di quella barca, poteva esserci solo lui. Penso di sapere già il nome, lo lessi tempo addietro, a scuola mi pare. Tra una pallina lanciata nei capelli di Giusy e Cecilia ed una battuta e uno scherzo con Damiano, mi pareva di aver letto la Divina Commedia.
Caronte.
Vuoi vedere che questo qui che guida la barca in Corso Italia con questo tempaccio è Caronte?
Che sia giunta l'ora di pagare per le mie zozzerie, i miei peccati, le tentazioni alle quali ho ceduto in vita?
Ma in fin dei conti son stato buono, pensavo, a parte le tentazioni zozze alle quali ho ceduto spesse volte, a parte tutte le cose materiali alle quali ho pensato, a parte certi intrallazzi, pensavo tra me, in fin dei conti sono stato vivo anche per quello, non posso essere punito. E allora? Berlusconi che fine dovrebbe fare? Vabè, ho subito pensato, probabilmente lui è a capo di tutti, all'inferno.
Intanto ero arrivato piano piano fino al timone, dove c'era questo tipo che guidava la barca:
"
Senta mi scusi..."
"
Si?"
"
Ma lei, per caso, si chiama..."
"
Si. Sono io, Mimmo, piacere."
Menomale, ero salvo :)
Ma allora, la domanda diventa un'altra: cazzo ci faceva una barca in Corso Italia?
Ora, vorrei dire a Valentina una cosa: o la smetti di scrivere cose
sul tuo blog che poi mi fanno fare gli incubi la notte, oppure ti mando un virus dentro un mp3 di Biagio Antonacci con la scusa che è un inedito che non hai mai sentito.
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Data astrale 27.910,83
E' strano vedere il mio corpo dall'esterno, senza essere davanti allo specchio del bagno.
Fa un effetto un po' strano, come se quello non sia io, come se non lo sia mai stato.
Sarà l'espressione del volto, saranno gli occhi chiusi. Si son quelli, sono gli occhi chiusi che mi fa strano vedere il mio corpo dall'esterno.
Anche dopo 27 anni di vita, è difficile che sia capitato di guardarmi allo specchio con gli occhi chiusi.
O magari è il colorito pallido, o il fatto che sembra che io stia dormendo. In effetti non mi sono mai guardato mentre dormo.
Però peccato, avevo solo 27 anni, volevo fare un po' di cose. Quando si dice il destino beffardo, uno pensa domani faccio questo, dopodomani quest'altro. Per l'Immacolata voglio andare lì, a marzo farò così, ad aprile cosà, la prossima estate me ne vado su Marte, il prossimo Natale lo passerò sulla Luna, robe di questo tipo, ed invece sono lì bello che morto.
Insomma, bello, si fa per dire.
Ma morto, quello si.
Infarto.
E chi se l'aspettava? A saperlo non sarei uscito di casa questa mattina, o avrei tardato di un minuto, tanto ritardo per ritardo... O sarei uscito in anticipo piuttosto. Sempre nel campo dell'assurdo, ovviamente.
E invece no, puntuale come la morte (mi si passi il gioco di parole).
E che morte stupida poi, morire di infarto. Non hai colpa di nulla, non posso pentirmi di aver fatto qualcosa, di aver commesso un errore, chessò, se gioco con i miei amici a chi trattiene il fiato più a lungo e batto il record mondiale con 17 minuti di apnea, oppure ho la febbre a 45 ed esco per fare il pupazzo di neve, allora potrei dire è stata colpa mia, me la son cercata, ho sbagliato a fare così, insomma robe di questo tipo.
Ma l'infarto, dai... E' una morte meschina, stupida, ti coglie senza preavviso, non hai modo di decidere di salvarti evitando di fare qualcosa di stupido.
E poi morire di infarto per colpa di qualcun altro, è ancora più meschino.
Cammino per strada, svolto un angolo e - mentre penso ai cazzi miei - sento forte e chiaro il clacson di un tir. E muoio di infarto.
Però i capelli bianchi mi donano.
- Postato nella categoria Storie di vita vissuta
Data astrale 27.875,44
Dove sono le mie chiavi? Sul tavolo non ci sono, sulla scrivania nemmeno, in quella stanza non le ho viste, in bagno non sono andato, nello stanzino ho già controllato.
Sono salito con le chiavi;
ho aperto la porta con le chiavi e...
Quelle che hai in mano cosa sono? Le mie chiavi
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Data astrale 27.733,51
Quando ero più piccolo (nel senso che ancora non sono grande) (cioè, lo sarei pure, più grande, ma è che voglio considerarmi ancora in tempo) (che i trenta mi fanno un po' ansia), dicevo, quando ero più piccolo, non riuscivo ad aspettare.
Se per esempio era la notte di Natale, e sapevo che a mezzanotte qualcuno mi avrebbe portato i regali, non riuscivo a darmi pace. Allora, siccome sapevo che mi era praticamente impossibile restare sveglio, per due semplici motivi: primo perchè non ce l'avrei fatta; secondo perchè guardare Babbo Natale era vietato (non so da chi ma era vietato); terzo perchè i miei genitori, pur di farmi dormire, ad un certo punto spegnevano la TV così poi mi sarei addormentato (e la luce blu della lampada ammazza-zanzare li aiutava), vabè i motivi son diventati tre, allora dicevo, siccome mi era praticamente impossibile restare sveglio ad aspettare l'ora dei regali, e siccome aspettare sarebbe stato oltretutto faticoso psicologicamente, escogitai un piano (e mio fratello era d'accordo): dormire. Se dormiamo, domani arriva prima.
Perchè quando dormi non ti accorgi che il tempo passa. E quindi chiudi gli occhi, li riapri, ed è domani.
Questo era per Natale, ma diciamo che era una tecnica così potente che veniva usata solo in rare occasioni, quando dovevo aspettare qualcosa.
Più difficile era quando aspettavo una cosa a lungo termine: tra venti giorni lasciamo casa ed andiamo in villeggiatura. A mare, pensa. Un mese intero a mare. Ma dovevano passare venti giorni, non potevo aspettare tanto tempo, e non potevo dormire per venti giorni di fila (mia madre e mio padre erano il genere di persone che non avrebbero apprezzato). Allora c'erano altri diversivi: uscivo a giocare a pallone (si, io) (ma giocavo male, se può consolare) (e non facevo male a nessuno, allora), giocavo col Master System, insomma facevo qualcosa di bello per far trascorrere il tempo. Nota: il tempo trascorre più veloce del solito se ti diverti, rallenta se aspetti.
Ora le cose non sono cambiate mica tanto, rispetto ad allora.
Se devo aspettare non riesco a farlo. Se mi deve arrivare un pacco non so aspettare, specialmente se so più o meno quando arriverà. Ed occupo il tempo facendo cose, andando in giro, e qualche volta lavorando.
Se devo aspettare domani, vado a letto presto così domani arriva subito. Le invenzioni, una volta che le fai, non le molli più.
Ecco, io devo ritirare degli ingrandimenti da un fotografo, foto mie, s'intende.
Sono a lavoro, le foto le dovrei passare a prenderle oggi.
Dormo.
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Data astrale 27.712,29
Fortuna è...
- uscire di casa senza ombrello perchè tanto ha smesso di piovere;
- essere colti dall'acquazzone quando si è lontani dall'auto, e troppo lontani da casa;
- diventare di colpo lentissimi ad effettuare l'operazione (urgentissima) di salire in auto;
- accorgersi durante la partenza di aver dimenticato le chiavi dell'ufficio;
- ...e l'iPod;
- non essere tornati a casa a prendere l'ombrello perchè tanto poi smette di piovere;
- parcheggiare a lavoro ancora umidi;
- ovviamente fuori piove ancora;
- diventare di colpo lentissimi ad effettuare l'operazione (urgentissima) di chiudere l'auto;
- arrivare al cancello bagnati fradici;
- non ricevere risposta alcuna al citofono;
- sentirsi chiedere: Ma sta piovendo?
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Data astrale 27.690,05
Chiedo scusa se non sono riuscito a darvi quello che volevate, quello che avete cercato, quello che speravate di avere.
Chiedo scusa.
Forse ancora non mi conoscete bene, non sapete veramente quello che ho dentro, come la penso, come so essere generoso, forse non sapete che posso dare anche il sangue se veramente ce n'è bisogno.
Ma qualcosa è andato storto, forse per colpa mia, forse perchè non avete chiesto bene o non avete chiesto affatto, oppure perchè avete voluto fare da voi senza interpellarmi, senza chiedermi cosa potessi fare per aiutarvi.
Mi dispiace di cuore, davvero, chiedo scusa a tutti.
La prossima volta che vi viene in mente di aprire la mia auto di nascosto ditemelo, così almeno vi lascio dentro qualcosa da portar via, a parte i CD di Biagio Antonacci e Giggggi D'Alessio.
Cordialmente,
il proprietario della Corsa Bianca
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Data astrale 27.663,02
Alle Poste c'era uno prima di me, grosso, vestito tamarro: una bella canotta arancione, capelli corti ingelatinati da poter andare a cantare su BluStar, pantaloncino di jeans, sandali.
Era prima di me, purtroppo.
E non vi dico lo spettacolo quando era girato di spalle, piegato in avanti, con i gomiti sul marmo della sportellista...
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| La foto non è mia, per fortuna |
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Data astrale 27.597,99
E' incredibile quanto la gente sia disposta a cadere in basso per accaparrarsi la simpatia degli altri, o di una persona specifica, al punto da fare un cambio faccia quando necessario.
Pirandello scriveva uno, nessuno e centomila: ognuno cambia il proprio modo di essere, seppur lievemente, in base alla gente che frequentiamo. Siamo sempre noi stessi, ma i nostri comportamenti assumono sfumature differenti, alcune volte impercettibili altre volte più evidenti. Dipende da chi ci sta difronte.
I princìpi, però, dovrebbero restare gli stessi.
Qualcuno invece gioca a cambiare queste linee guida, si tira fuori dagli schemi, non so se per colpa della propria educazione, se essere nati in un paesino piuttosto che in città (o viceversa) faccia in qualche modo la differenza, o se sia un discorso che può valere per chiunque, quello di non seguire più la regola generale di restare sempre gli stessi.
Così qualcuno, qualche volta, gioca a starti a sentire paziente e sorridente, per poi andare a spifferare tutto a qualcun altro, che può essere un gruppo di persone, un familiare, il salumiere, il datore di lavoro, il barbiere, la polizia...
Insomma il voltagabbana.
Ecco, questo è un tipico esempio di gente da evitare con le pinze. Perchè, tra i tanti difetti che si possono avare, quello delle due facce è il più squallido di questo mondo.
O - almeno - uno dei più squallidi.
- Postato nella categoria Storie di vita vissuta
Data astrale 27.586,25
Capita spesso che la mattina, tra il dover fare la spesa e l'ozio che mi distingue dal resto della specie umana, io mi ritrovi a dover battere certi record personali che nemmeno quando andavo a scuola...
Allora spesso faccio una colazione rapida e povera, appena qualche biscotto e via, verso il mercato, poi verso il famigerato panificio già altre volte citato in questo blog, e poi su a casa, alla ricerca disperata dello zaino, le chiavi di casa, esco, torno indietro, ho dimenticato le chiavi dell'ufficio, riesco, ritorno a testa bassa perchè ho dimenticato le chiavi dell'auto, e poi corro verso l'auto che, puntualmente, è rovente da rischiare un infarto cardio-circolatorio quando mi siedo alla guida.
E già a questo punto quei pochi biscotti hanno fatto il loro corso ed è come se non avessi fatto colazione.
Ma non basta: arrivano le 11:30 e sento profumo di (in ordine):
- Sugo con basilico;
- bombette di carne;
- pasta al forno;
- bistecche di maiale;
Mi sono risvegliato nell'ingresso dell'ufficio, con i colleghi che mi tenevano alti i piedi, tutti mi guardavano e nessuno parlava, c'era anche un medico. Gabriella piangeva ma poi mi ha rassicurato, non era per me che piangeva, era una cosa sua, certe faccende personali.
Ho fame.
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Data astrale 27.567,30
Stanotte, mentre tornavo a casa, ho segnato un'importante vittoria che porterò dentro di me vita natural durante. Praticamente è successo così: tornavo a casa ed incontro uno brutto, che quando lo vedi non ti ispira allegria, nè calma. Anzi.
Vorresti alzare il passo che non si sa mai. Allora ho affrettato il passo, gli ho voltato le spalle e ho proseguito dritto.
Mi giro, guardo se mi segue. No. Menomale.
Ogni volta che lo vedo la stessa storia. Però stanotte ho capito che o me o lui, non c'è storia, e allora mi volto e torno indietro. Lui stava sempre lì, all'ingresso dell'ospedale, girato verso di me.
Prima ho avuto un po' di titubanza, ho fatto finta di aver dimenticato qualcosa, facevo l'indifferente, per non dare nell'occhio.
A quanto pare ci ha creduto.
Mentre andavo verso di lui, ha commesso l'errore di non guardarmi più, si è voltato dall'altra parte, e ne ho approfittato: non esiste seconda occasione (non sempre, NdR), ho alzato il piede e l'ho schiacciato.
Evvaffanculo!
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Data astrale 27.505,41
E' ufficialmente entrata l'estate.
Perchè l'estate, per me, non inizia il 21 giugno, come per tutti. No. Per me l'estate inizia stasera che ho avuto il
segnale.
Chiaro, limpido, inconfondibile.
Me ne accorgo, che è arrivata ufficialmente l'estate, da delle piccole cose.
Vabè, piccole, non esageriamo. Diciamo piuttosto nane. E marroni. Con le zampette e le antenne lunghe.
Cosine che scorrazzano strafottenti per strada, su qualsiasi marciapiede io vada.
Loro, le cosine piccoline con le zampette e le antenne, son sempre a disposizione per incontri ravvicinati del 2° tipo.
Quando meno me l'aspetto le vedo per strada che fanno a gara a chi attraversa per prima, poi si fermano, poi riprendono a correre, poi si fermano ancora.
Allora inizio a sudare freddo, perchè non voglio crederci, voglio pensare a quattro foglioline secche mosse dal filo d'aria che m'ha gelato la schiena in quel momento.
Invece no, poi vedo bene, son proprio loro. Poi mi accorgo che anche sul marciapiedi davanti a me, a 4 o 5 metri, ci sono altri esserini marroni con le zampette e le antennine, e anche ad un metro da me ce ne sono un altro paio, e - anche se non vorrei, perchè conosco già la risposta e la temo proprio per questo motivo - se abbasso lo sguardo al massimo, verso i miei piedi, noto con piacere che anche accanto al mio piede ce ne sono un paio che giocherellano.
Non mi resta altra soluzione: correre!!!
E bestemmiare, ovviamente.
Un Darkbyte "Chiedigli se erano i beetles"
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Data astrale 27.492,85
Le due di notte.
Appena il tempo di addormentarmi che squilla il telefonino, la voce agitata di mio fratello.
Il resto è solo un susseguirsi di vestiti, pettine, acqua corrente, scarpe, auto e ascensore.
Alle 06:10 del 28 giugno 2008 sono diventato zio


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| Paternità |
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Data astrale 27.427,91
Dopo tre cortissimi giorni di permanenza nella città eterna, rieccomi in questa piccola, triste, inquinata, solitaria e povera città del sud. Che poco può offrire e poco offre.
Certo è strano come due città appartenenti alla stessa nazione siano in realtà diametralmente opposte. Non solo a livello strutturale, ovviamente, perchè le loro storie sono diverse, ma anche le abitudini, i modi di pensare e di fare cambiano molto.
Durante la mia permanenza lì a Roma ho imparato che:
- Gli albergatori sono pazzi;
- Per loro la gente normale di notte dorme e di giorno parla;
- Per loro le persone normali di notte non vanno in bagno;
- Per loro le persone normali non si chiudono in bagno;
- Quando si attraversa la strada c'è sempre il rischio che un tram ti investa;
- Su Ponte Milvio non esiste il palo con i lucchetti;
- Non esistono Step e Babi;
- E' più facile trovare un turista che un cittadino di Roma;
- So cantare Cicale Cicale di Eather Parisi;
- Ovunque tu voglia andare, devi passare per Piazza Venezia;
- I prezzi non sono alti come si pensa, devi solo avere culo a trovare un locale aperto;
- Alle due di notte i locali sono chiusi (come a Taranto);
- I tram si fermano alle due di notte, non alle tre;
- Alle due di notte, quando i tram sono fermi, devi fare cinquecento metri per trovare la fermata del bus che poi scopri che passava anche a venti metri da dove ti trovavi;
- Per quanto chiara possa essere un'indicazione, ad un certo punto scoprirai di aver fatto una strada sbagliata;
- Puoi organizzare la partenza come meglio credi, ottimizzando tempi, distanze e trasporti, ma alla fine dovrai tornare a prendere lo stiracapelli che hai dimenticato dall'albergatore;
- Alcuni albergatori sono omosessuali non dichiarati;
- Alcuni albergatori ti fanno il filo indirettamente;
- La birreria dei Cesaroni è completamente diversa da quella che ho visto in TV;
- Le guide di San Pietro tendono a coglionarti;
- I Taxi arrivano sempre mentre stai parlando al telefono con la signorina che deve mandarti un Taxi;
- Non bisogna scavalcare le recinzioni che costeggiano i binari del tram, perchè rischi di farti male alle palle;
- Non c'è il ragazzino biondo con la fisarmonica che qui a Taranto sbuca all'improvviso ovunque tu sia;
- Se riesci a trovare un PastaRito PizzaRito è chiuso; se non è chiuso sta chiudendo;
- Se paghi per una borsetta per tua sorella piccola, a Roma c'è il rischio che la borsa rimanga lì dov'è, anche avendo pagato;
- Castel Sant'Angelo è bellissimo;
- Castel Sant'Angelo è chiuso;
- Il Museo delle cere è bello soltanto all'ingresso;
- Al Museo delle cere c'è la salma di Padre Pio;
- Alberto Sordi è morto;
- Nino Manfredi è morto;
- Pavarotti è morto;
- Zucchero ed i Pooh sono morti;
- Eduardo De Filippo e Totò erano romani;
- Nino Manfredi aveva un taglio lungo il collo, ed un orecchio rovinato;
- I boia sotto il cappuccio avevano una faccia;
- Non si possono salire le biciclette sul tram;
- Alla stazione è vietato mettere nelle valige animali vivi o morti;
- Probabilmente però puoi mettere nelle valige animali che non siano nè vivi nè morti;
- La moneta bisogna lanciarla nella fontana di Trevi stando di spalle;
- La bella addormentata non è poi tanto bella;
- La bella addormentata è viva e respira ancora;
- La bella addormentata deve avere un brutto carattere se il principe è fermo a guardarla ma non osa svegliarla;
- I dinosauri erano molto più piccoli di quanto vogliano farci credere;
Altro non mi viene in mente, ma sicuramente appena ho qualche ricordo lo scrivo!!!
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Data astrale 25.872,02
Ore 06:55
Il mio piano di sostitusione della batteria dell'auto sta per avere inizio.
Non so chi la vincerà, non so se sopravviverò, non so.
Mi farò risentire (spero).
STOP
Ore 07:20
Il piano sta miseramente fallendo. Dopo un primo (breve) attimo di parvenza positiva, in cui sembrava che l'operazione proseguisse per il verso giusto, mi sono accorto di non possedere mezzi a sufficienza per l'operazione.
Sono fermo in attesa di rifornimenti, e fino ad allora l'autovettura risulterà inutilizzabile.
Mi chiedo per quale motivo i costruttori si ostinino ad utilizzare viti francesi invece di quelle classiche.
STOP
Ore 15:45
Notizie dal fronte.
L'arrivo - provvidenziale, oserei dire - dei rifornimenti mi ha permesso di avanzare verso le linee nemiche e di mettere KO la batteria.
Ora non resta che sistemare i resti del nemico. Ancora non so dove, ma di certo troverò un luogo dove lasciarlo riposare in pace.
STOP
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Data astrale 25.849,35
...e ora non li trovo più.
Ma chepppalle!!! Sono straconvinto di non averli lasciati da nessuna parte ieri notte. E quando sono uscito dal Glamour ce li avevo. E quando dall'auto ho salutato Santa e Alessandro erano lì, infilati alle mie mani. Faceva troppo freddo perchè non mi accorgessi di averli lasciati da qualche parte.
Ma ora non li trovo più.
Dove saranno finiti? Cheppalle!
TROVATI!!!
Sapevo che era impossibile che li avessi dimenticati da qualche parte!!! E domenica notte erano alle mie mani quando sono tornato a casa!!!
E infatti gira che ti gira erano lì... (non alle mie mani, ovviamente!)
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