Anche i panini piangono - Puntata n. 2

Puntata n. 2 - Il sabato




Buio, e una piacevole sensazione di sonno recuperato. Gli piacerebbe restare a letto ancora un po', ad annusare l'odore di sonno del suo cuscino. E perchè in fondo non ha nessun impegno, anche se è sabato. Lasciare il letto, lavarsi alla bell'e meglio, prendere dei vestiti puliti, forse improfumarsi, perchè poi? Per andare da quattro coglioni che se la vantano perchè c'hanno la ragazza, che se le portano in giro per farsi vedere e per baciarle con la lingua, per far vedere che loro non sono sfigati e che forse fra un'ora se le stanno sbattendo, e per farsi più paraculi davanti agli sfigati che non ce l'hanno e che passano la serata a non fare un cazzo.
Vaffanculo.
Pure a Mimmo, che un mese fa era uno sfigato pure lui, ed ora invece il sabato si fa vivo solo cinque minuti, arriva con la sua cinquecento gialla, con gli spoiler, l'autoradio a livelli da discoteca, Teresa seduta affianco vestita aderente, che a vederla così sembrerebbe una zoccola e a guardarla bene, invece, ci perdi anche la testa.
Arriva, lui, con quella cinquecento gialla che se l'è comprata perchè non fa un cazzo all'ILVA e si prende 1500 euro al mese, che adesso si compra la cinquecento gialla e quando poi si sposa fa la fame come tutti, lui si ferma cinque minuti per fare il paraculo con Teresa affianco, e quando deve andare via - perchè ha da fare - fa lo stronzo con l'acceleratore.
No, preferirebbe stare a letto, ma poi si sentirebbe ancora più stronzo, e allora sceglie di alzarsi. E viene battuto sul tempo da sua madre che entra nella sua stanza (se stanza può definirsi, otto metri quadri tra puzza di piedi, due vestiti abbandonati in giro e un paio di gazzette dello sport lasciate su una scrivania che sta su per miracolo) per non fare niente con la scusa di fare qualcosa, e per svegliarlo.

« Se devi andare in bagno sbrigati che poi deve venire tua zia, e il bagno serve alle persone. »
« Sìne mà, mò vado... »
« E sbrigati se te ne devi andare che il bagno serve pure a me! »

E la cosa più brutta è che una che mi prende, sempre se c'è, non la trovo manco fra un anno, quando arrivo a 35. Per farmi vedere pure io in giro con una seduta affianco e lo stereo da discoteca, solo che ci metterei una canzone di Franco Cosa invece di quella merda da discoteca, così farei vedere che faccio il romantico con la mia ragazza...
Anzi una c'è, ma farmi vedere con la sorella di Giovanni "mortadella", Concetta, è peggio che farmi vedere sempre da solo, che devono dire poi le persone? Che una come Teresa io me la posso sognare?
Vaffanculo, zoccole.
Si veste, con gli stessi vestiti della mattina, non si fa la barba, mette un po' di deodorante da tre euro e cinquanta e scende.
Con gli stessi pensieri di prima che ora però se ne vanno via perchè gli vengono solo quando si sveglia, il sabato pomeriggio, e la domenica mattina. Perchè gli altri giorni quando si sveglia deve pensare ad aprire la bottega al mercato, e ad aspettare che arrivi Gianni con sua figlia, che lei, Tonia, è fidanzata ma ci starebbe, almeno secondo lui. Perchè sorride sempre quando lui fa le battute, e perchè il suo ragazzo forse la trascura un po', sempre con quella plèistèsciòndue, mai a prenderla o lasciarla a casa da lavoro, lei la dice sempre 'sta cosa. Vabè che c'è suo padre, ma che vuol dire, io a lei la prenderei e la porterei a casa. Non dico sempre, ma un giorno sì e uno no. Ma pure una volta a settimana.
Se fosse la mia ragazza.
E deve pensare a come farsi avere il numero del telefonino, così magari qualche volta le potrebbe mandare dei messaggi e poi forse, piano piano, uscire con lei. Così, dieci minuti, per fare un servizio. Portarla a mangiare un panino al quartiere da uno che li fa buoni, e poi portarla a mare, a mangiare il panino e a sfotterla, e fra una stronzata e l'altra avanzare qualche parola di troppo, e pure un pizzicotto sulla guancia e poi fare il superiore se lei fa finta di niente.
Ma poi, mentre pensa 'ste cose che lo fanno stare un po' meglio, torna a vedere la strada, i portoni ammuffiti, i cassonetti, il tabaccaio dell'angolo dopo casa sua dove un po di persone fanno la fila per le sigarette e i numeri del lotto, due ragazzine di forse 15 anni - ma vestite da mettere in mostra tutto quello che hanno - parlano mentre aspettano il turno - che se non fosse che qui vicino lo conoscono praticamente tutti... -, e da lontano nota Piero, Enzo e Vito fuori dal circolo ricreativo che parlano delle partite di domani, del campionato e delle scommesse SNAI che ognuno di loro, a turno, raccontano di aver perso per un gol di troppo o uno in meno, delle 40 euro giocate che gli sarebbero fruttate almeno trecento euro.
Li saluta e inizia la serata che, tra sigarette e birre, finirà all'una e qualcosa. Quando torneranno ognuno a casa propria; lui pensando che se avesse quel numero di telefonino almeno le mandarebbe un messaggio in quei due angoli che ci vogliono per arrivare al portone, e al massimo riceverebbe uno squillo, suonerebbe la voce di bombolo, ma sarebbe già qualcosa...

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